Guida al pannello editoriale
Come si usa l’area riservata. Descrive che cosa fa ciascuna sezione e in quale ordine si fanno le cose; non sostituisce il metodo editoriale, che stabilisce invece che cosa si può pubblicare e con quale etichetta.
Entrare e uscire
Il pannello è all’indirizzo /redazione, raggiungibile dal pulsante «Area riservata» in alto a destra su ogni pagina del sito. Serve un profilo verificato dalla redazione con almeno un ruolo assegnato: un account registrato ma non verificato riceve un rifiuto, ed è il comportamento voluto.
Primo accesso, o password dimenticata: dalla pagina di accesso si sceglie «Password dimenticata», si inserisce l’indirizzo email del proprio account e si segue il collegamento che arriva per posta. È la via normale anche per chi ha ricevuto un account creato dalla redazione: la password non viene mai comunicata a voce o per messaggio — la si imposta da sé, e nessun altro la conosce.
Per uscire si usa la voce in fondo alla colonna di sinistra. In coda alla stessa colonna ci sono «Vedi il sito», che apre il portale pubblico in una scheda nuova senza far perdere il lavoro aperto, e il collegamento a questa guida.
Come è organizzata la colonna di sinistra
Cinque gruppi, nell’ordine in cui si incontrano lavorando.
- Persone — gli utenti registrati e i documenti che hanno caricato per farsi verificare.
- Tassonomia anatomica — sistemi, regioni e strutture. È l’impalcatura su cui si appoggiano le schede: una scheda senza sistema non compare in nessuna navigazione.
- Contenuti — articoli, glossario, bibliografia, media, pagine.
- Redazione — le revisioni assegnate e il registro editoriale.
- Configurazione — navigazione, piè di pagina e le tre impostazioni del sito. Sono le voci che cambiano il sito per tutti: si toccano di rado e sapendo perché.
Pubblicare una scheda
Una scheda ha due stati che vanno tenuti distinti perché rispondono a domande diverse. Stato editoriale è la decisione della redazione — bozza, in revisione, pubblicato, ritirato. Pubblicato / Bozza in alto a destra è invece la versione che il sito serve. Perché una scheda sia visibile devono essere allineati: succede che una scheda risulti «pubblicata» alla redazione e non esista per il lettore, ed è sempre questa la ragione.
Il percorso normale è: si compila la scheda, si salva come bozza tutte le volte che serve, e alla fine si preme «Pubblica». Modificando una scheda già pubblicata si crea una nuova bozza mentre la versione online resta quella precedente, finché non si pubblica di nuovo.
Campi che non vanno lasciati vuoti: titolo, sintesi, sistema anatomico, licenza e, per il materiale che viene da fuori, il gruppo provenienza. La provenienza non è burocrazia: è ciò che permette a chi legge di risalire alla fonte, ed è la condizione a cui le licenze consentono la ripubblicazione.
Importare un lavoro da un collegamento
La via più rapida per portare un lavoro sul portale è la procedura guidata: da Area personale → Importa da collegamento (o dal collegamento in fondo alla colonna del pannello) si incolla l’indirizzo — un DOI, una voce PubMed o PubMed Central, una pagina qualsiasi — e la procedura ricava titolo, autori, sintesi, figure e licenza. Tutto resta modificabile prima della creazione: la procedura propone, chi firma decide.
La licenza comanda. Se l’editore dichiara una licenza Creative Commons, testi e figure si importano con l’attribuzione già composta; se non la dichiara, si importano solo titolo, autori e rimando — a meno di indicare un permesso documentato, di cui chi importa si assume la responsabilità. Le figure degli articoli PubMed Central restano collegate alla fonte; quelle di altri siti vengono copiate nell’archivio del portale, e per questo la copia richiede il diritto di farla.
Chi è amministratore trova nella procedura anche «Pubblica subito»: la scheda salta il percorso di revisione e va online in un passaggio, registrato nel registro editoriale come ogni altra pubblicazione. La scheda esce dichiarando il controllo che ha davvero ricevuto: la pubblicazione diretta non la fa mai risultare «revisionata».
Le due lingue
In alto a destra c’è il selettore Locale. Il portale è bilingue e i campi di testo esistono in due versioni: cambiando lingua si modifica la versione di quella lingua, non si traduce nulla in automatico.
Quando una lingua è vuota il sito mostra l’altra, così il lettore non trova pagine bianche, ma la pagina dichiara che la traduzione non c’è. È il motivo per cui non si deve scrivere il testo inglese dentro il campo italiano: sembrerebbe una traduzione fatta, e nessuno potrebbe più distinguere ciò che è tradotto da ciò che non lo è.
Verificare un profilo professionale
In Persone → Utenti si trovano i profili in attesa. Il documento caricato si apre da Documenti di verifica: non è pubblico, non è raggiungibile da alcun indirizzo e ogni apertura viene registrata.
Verificando un profilo si dichiara che identità e qualifica sono state controllate. Il profilo verificato può proporre contributi e, se gli si assegna un ruolo, entrare nel pannello. Rifiutando, il motivo va scritto: arriva alla persona ed è l’unica cosa che le permette di correggere.
I ruoli si assegnano dalla scheda utente. Chi ha ruolo di redattore o amministratore può pubblicare e ritirare: è la decisione più delicata del pannello e conviene darla a poche persone.
Immagini e media
Le figure delle schede importate non sono nel portale: sono collegate alla pagina in cui la fonte le pubblica, con la loro attribuzione. Non vanno scaricate e ricaricate — la copia perderebbe il legame con l’originale ed è ciò che alcune licenze non consentono.
Le immagini caricate qui restano invisibili al pubblico finché non sono approvate. Di ogni immagine servono la provenienza e la licenza: senza, non si pubblica.
Il registro editoriale
Ogni pubblicazione, ritiro, verifica e decisione lascia una traccia in Redazione → Registro editoriale. Le voci non si modificano e non si cancellano, di proposito: un registro correggibile a posteriori non dimostra nulla. Serve a ricostruire chi ha deciso che cosa e quando, ed è ciò che rende verificabile il processo descritto nel metodo editoriale.
Le cose da non fare distrattamente
- Non marcare una scheda come sottoposta a revisione paritaria se una revisione non c’è stata. È l’unica affermazione del portale che un lettore non può verificare da solo, e regge sulla parola della redazione.
- Non cambiare lo slug di una scheda pubblicata: è il suo indirizzo, e qualcuno potrebbe averlo citato.
- Non togliere voci dalla navigazione senza verificare che le pagine corrispondenti esistano, né aggiungerne per pagine non ancora scritte: la navigazione è su ogni pagina del sito, e un collegamento rotto lì si moltiplica per ogni visita.
- Non modificare la licenza di materiale importato: è quella con cui la fonte lo distribuisce, non una preferenza.
Se qualcosa non torna
Per un difetto del pannello o un dubbio su una procedura, scrivete alla redazione. Per segnalare un errore in un contenuto pubblicato c’è la pagina segnala un contenuto.