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Muscolo bicipite brachiale (biceps brachii)
Abstract
Il bicipite brachiale è assai variabile: può essere composto da 1 a 5 capi e in circa il 12% delle braccia si trova un capo omerale in aggiunta a quelli consueti, con frequenze di capi soprannumerari diverse a seconda delle popolazioni studiate; sono descritti anche fasci accessori che incrociano l’arteria brachiale e ne costituiscono una potenziale sede di intrappolamento.
Questo muscolo è assai variabile. In circa il 12% delle braccia si trova un capo omerale in aggiunta a quelli che di norma originano dal processo coracoideo (capo mediale o breve) e dal labbro glenoideo della scapola (capo laterale o lungo). Un bicipite con più di due capi si riscontra in circa l’8% dei Cinesi, nel 10% degli Europei bianchi, nel 12% degli Africani neri e in circa il 18% dei Giapponesi.
Un bicipite può essere composto da 1 a 5 capi. In un piccolo studio su 18 soggetti, un capo accessorio è stato riscontrato sei volte e un quarto capo una volta. Le variazioni comparivano tre volte a destra, due volte a sinistra e una volta bilateralmente. Il fascio accessorio più comune è quello che origina dall’omero in corrispondenza dell’inserzione del coracobrachiale ed è teso fra questo e il muscolo brachiale. Si unisce al capo breve, ma la maggior parte delle sue fibre si porta alla fascia semilunare. Può essere isolato e terminare interamente nella fascia. Mori ha descritto come segue le varie origini del terzo capo, o capo accessorio: su 50 braccia, 10 (20%) presentavano un terzo capo del bicipite. Le origini di questi capi aggiuntivi erano:
- La porzione distale della tuberosità deltoidea, 4 braccia, 8%.
- In prossimità del punto d’inserzione omerale del coracobrachiale, 3 braccia, 6%; e
- Il tendine terminale del grande pettorale, 2 braccia, 4%.
Gli altri due capi accessori sono rari e assumono forme diverse. Quando sono pienamente sviluppati, originano ravvicinati dal collo dell’omero, al di sotto del tubercolo minore e dietro il tendine pettorale, al quale possono essere più o meno uniti. Il più laterale dei due fasci si unisce al capo lungo del muscolo, mentre quello mediale si unisce al capo breve.
In altri casi i due capi del bicipite possono essere totalmente separati oppure fusi, e l’uno o l’altro capo può mancare. In assenza del capo lungo, il tendine può originare dal solco bicipitale, da uno dei tubercoli, dalla capsula articolare o dal tendine del grande pettorale. Il tendine può essere sdoppiato oppure essere rappresentato soltanto dal lacerto.
Il lacerto, che può essere sdoppiato, può comprimere il nervo mediano, come si osserva nella sindrome del nervo interosseo anteriore. Un fascio accessorio può originare dal muscolo deltoide. All’estremità distale del bicipite sono stati descritti vari fasci muscolari o tendinei che collegano il bicipite all’estremità inferiore dell’omero, all’ulna, al radio, alla fascia antibrachiale o ai muscoli vicini. Di conseguenza, capi soprannumerari possono originare anche dal brachiale, dal brachioradiale o dalla fascia o dalle fibre del muscolo pronatore rotondo. da Silva Leal ha riassunto l’intera letteratura fino al 1926 e ha riportato che capi soprannumerari del bicipite ricorrono in circa il 10% degli individui (148 segnalazioni su 1453 individui).
Inoltre un fascio carnoso può originare dal margine mediale del bicipite e portarsi al setto intermuscolare mediale o all’epicondilo mediale, al di sopra dell’arteria brachiale. L’arteria brachiale può effettivamente attraversare questo fascio o il suo tendine. Si tratta di una potenziale sede di intrappolamento per l’arteria brachiale. Sono stati riportati altri fascicoli che si portano al brachiale, al pronatore rotondo, al flessore radiale del carpo, al flessore profondo delle dita o al lato laterale del brachioradiale.
Il capo lungo del bicipite può essere perforato da un nervo muscolocutaneo sdoppiato.
Macalister (1875) ha riportato le variazioni del bicipite brachiale come segue;
- Il muscolo può mancare del tutto
- Il capo breve può essere assente (Meckel)
- Il capo lungo è stato trovato mancante da Otto, Lauth, Henle, Hyrtl e Macalister
- L’inserzione fasciale è risultata assente in un braccio (Macalister)
- L’inserzione radiale è stata trovata assente da Petit (1733) e da Haller (1768)
- Lo stesso reperto, con un’inserzione sulla capsula del gomito e sul processo coronoideo, fu riscontrato da Gruber in un caso di assenza congenita del radio
- I due capi del muscolo possono restare separati per l’intera lunghezza del muscolo (Maclaister); un caso analogo è riportato da Riverius (1545); in un altro caso il muscolo era diviso per tre quarti del suo decorso
- Il capo lungo è stato trovato sdoppiato da Moser
- Ho trovato il capo lungo originare dal legamento capsulare
- Oppure dal solco bicipitale
- Un capo coronoideo sdoppiato è stato descritto da Wood e da Macalister
- Questa porzione anomala può unirsi al corpo principale del muscolo, oppure può fondersi con il normale capo coracoideo prima che quella porzione del bicipite si unisca al capo lungo
- Un’estensione del capo coracoideo dal legamento coracoacromiale è stata riscontrata sei volte da Macalister, altri casi da Wood
- Macalister ha riportato un fascio diretto al capo breve dal tendine d’inserzione del piccolo pettorale
- La più comune fra tutte le varietà di questo muscolo è la comparsa di un terzo capo, e il terzo capo più frequentemente presente è quello proveniente dall’intervallo fra il coracobrachiale e il brachialis anticus (brachiale): la frequenza di questa variazione dipende dall’autore: Theile, una volta su nove; Hallett, una volta su quindici; Wood, diciotto su centosettantacinque soggetti; e Macalister la trovò una volta su dieci soggetti
- Macalister trovò un terzo capo originante direttamente dal brachialis anticus (brachiale). Questo terzo capo, che Macalister trovò incrociare l’arteria brachiale (e che può comprometterla), è stato osservato anche da Quain e Struthers e da altri; nel caso di Struthers il muscolo ricopriva l’arteria con un’arcata tendinea
- Un fascio separato dal coracobrachiale, in continuità con il capo breve, è descritto dal signor Wood e da Macalister
- Un capo omerale che prende avvio dall’inserzione del coracobrachiale è riportato da Macalister, ma non è frequente quanto quello originante dal brachiale
- Un terzo capo può originare fra l’inserzione del deltoide e l’origine del supinator longus (brachioradiale)
- Esso è stato trovato come muscolo separato, distinto per tutta la sua lunghezza fino all’inserzione dal bicipite, ed è descritto insieme al brachioradiale (Gruber, 1848), Theile, Hyrtl. Wagner; Wood e Pietsch lo descrivono come imperfettamente separato
- Un capo come quello del punto 19, ma in continuità con il deltoide, è stato riscontrato da Macalister
- In un altro caso analogo Macalister trovò assente il consueto capo lungo
- La stessa variazione può unirsi al supinator longus (brachioradiale) anziché al deltoide
- Una varietà di terzo capo interno (punto 15), descritta da Hyrtl, è quella in cui la parte accessoria origina dal setto intermuscolare interno
- Un caso di origine del tendine lungo del bicipite dal tendine del grande pettorale è descritto da Koster
- Un terzo capo dalla tuberosità laterale esterna è descritto da Meckel
- Il capo lungo può fissarsi alla grande tuberosità dell’omero
- 28. Haller descrive un terzo capo che origina, mediante un tendine, dal margine esterno del solco bicipitale
- 29. Macalister trovò un terzo capo accessorio originante dal margine superiore del pronatore rotondo e inserito insieme al bicipite
- Una serie di quattro capi fu riscontrata da Macalister, con la consueta terza origine omerale coesistente con un capo dalla grande tuberosità, simile al punto 26
- Wood trovò un muscolo a quattro capi, nel quale coesistevano le origini omerali laterale e mediale (punti 15 e 19)
- Un’altra disposizione quadricipitale è stata osservata da Macalister, in cui il capo breve era sdoppiato e il capo omerale mediale (15) coesisteva con il capo dalla grande tuberosità (26), ma senza il tendine lungo
- Henle trovò un quinqueceps (a cinque capi), con i capi normali e il terzo capo omerale coesistenti con uno proveniente dal deltoide e un quinto proveniente dalla parte media del solco bicipitale, fino all’altezza del tendine del grande pettorale
- In un altro bicipite a quattro capi riscontrato da Macalister, i due capi normali e quello omerale mediale coesistevano con un’origine dal labbro esterno (laterale) del solco bicipitale
- Meckel (1826) descrisse un bicipite costituito da un capo breve e da un capo omerale
- Fra le inserzioni inusuali, Macalister rileva che un fascio del capo laterale inserito separatamente sul radio è una delle più rare (riportata da Sels, 1815, e da Rudolphi)
- Il signor Wood osservò un bicipite di origine normale con tre inserzioni: una porzione esterna normale, che dava un tendine radiale e una fascia semilunare superficiale; una porzione media, la più piccola, inserita nella fascia, al di sopra del supinator brevis (supinatore) e della borsa della tuberosità radiale; la divisione interna, che terminava con un robusto tendine triforcato, inviava un fascio all’origine coronoidea del pronatore rotondo, uno all’inserzione coronoidea del brachiale e uno all’attacco coronoideo del flexor sublimis
- Kelly trovò un piccolo tendine staccato dall’estremità inferiore del bicipite, che dava origine a parte del flessore radiale del carpo
- Un fascio dal bicipite al setto intermuscolare interno è descritto da Quain
- Kelly riferì che dal capo lungo di un bicipite per il resto normale originava un fascio tendineo che, divenuto carnoso, si inseriva nella parte più bassa della fossa antecubitale mediante tre tendini: uno nella fascia sopra il supinator longus (brachioradiale), un secondo nella fascia semilunare e il terzo si immergeva nel fondo della fossa fra il pronatore rotondo e il muscolo supinatore
- In un caso in qualche modo analogo il muscolo (punto 40) si inseriva con due fasci: uno nella borsa sopra il tubercolo del radio, al di sotto del tendine normale, e l’altro nel processo coronoideo
- Un altro muscolo bicipite accessorio, più voluminoso, è descritto da Pietsch: originava con tre capi, uno dal lato laterale dell’omero, uno dal lato mediale dell’omero e uno dallo stesso capo breve del bicipite; questi tre si inserivano con un tendine separato sul radio, a livello del suo tubercolo, dietro il tendine ordinario del bicipite
- Macalister ha riportato un fascio dal bicipite al brachialis anticus, diretto in basso e leggermente in dentro
- Theile descrisse un muscolo tricipitale in cui vi erano due capi coracoidei e un fascio proveniente dal legamento capsulare, senza capo lungo
- Macalister trovò un bicipite che si inseriva, oltre che con l’inserzione normale, con quattro fasci: al legamento brachiale interno (mediale), alla capsula dell’articolazione del gomito, al processo coronoideo e al pronatore rotondo
- Il fascio che, originando dal bicipite e incrociando l’arteria brachiale, è talvolta seguibile in basso fino alla fascia sopra il pronatore rotondo, è descritto da Struthers come «brachio-fascialis»; è illustrato anche da Quain
- Un semplice fascicolo del bicipite inserito nell’origine del pronatore rotondo è stato osservato tre volte da Macalister. È descritto anche da Clason di Upsala
- Gruber trovò, in un caso di radio deficitario, un bicipite dotato di un debole capo coracoideo, due origini omerali e due inserzioni, una radiale e una ulnare. È stata riportata anche l’assenza del bicipite brachiale.
Sin.: m. flexor radii, flexor antibrachii radialis, Zweikopfiger Armmuskel, Speichenbeuger, Biceps Huméral (Cruveilhier).

Tendine terminale sdoppiato del bicipite e variazione del palmaris longus.
from Calori, 1867. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Terzo capo del bicipite brachiale.
from Barrett. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Terzo capo del bicipite brachiale.
from Calori, 1866a. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Un terzo capo omerale del bicipite brachiale.
- fonte sconosciuta agli autori.
Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Quarto capo del bicipite brachiale.
- fonte sconosciuta agli autori.
Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Quinto capo del bicipite brachiale.
from de Burlet and Correlijé. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Inserzioni muscolari irregolari situate sull’omero.
from Jackson. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Fascetto muscolare irregolare che si unisce al bicipite brachiale, originato dalla fascia brachiale che riveste il tricipite brachiale.
- Il fascetto muscolare incrocia il nervo mediano, l’arteria brachiale e l’arteria collaterale ulnare superiore. Questa disposizione può compromettere il funzionamento del nervo e delle arterie.
from Calori, 1868. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Terzo capo del bicipite brachiale con aponeurosi bicipitale accessoria.
- Lievemente modificato da Spinner, Carmichael e Spinner.
Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Lacertus fibrosus espanso che intrappola l’arteria ulnare.
from Calori, 1866a. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Unione fra bicipite brachiale e pronatore rotondo.
- Fonte sconosciuta agli autori.
Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.
Riferimenti dell’opera originale
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Classificazione anatomica
- Sistemi:
- Sistema muscolare
Provenienza del contenuto
Traduzione
Traduzione italiana di «Biceps Brachii — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/B/02Biceps.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.
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