Glossario
Definizioni dei termini ricorrenti. Un termine spiegato una volta sola vale per tutte le schede che lo usano.
A
- Agenesia
- Assenza completa di una struttura per mancato sviluppo dell'abbozzo embrionale. Va distinta dall'aplasia, in cui l'abbozzo si forma ma non si differenzia, e dall'ipoplasia, in cui la struttura è presente ma di dimensioni ridotte. Nelle schede indica sempre un'assenza congenita, mai una perdita acquisita.
- Anastomosi
- Connessione naturale fra due vasi, due nervi o due segmenti di un condotto, che mette in comunicazione territori altrimenti distinti. Nelle variazioni anatomiche è fra i reperti più frequenti: presenza, calibro e sede di un'anastomosi condizionano il circolo collaterale e il quadro clinico di un'occlusione o di una lesione nervosa. Il termine indica anche l'unione chirurgica di due strutture.
- Anomalia
- Deviazione dalla conformazione abituale che se ne discosta in misura marcata e può avere rilievo funzionale o clinico. Il confine con 'variazione' non è netto: molti autori riservano 'variazione' ai reperti privi di conseguenze e 'anomalia' a quelli potenzialmente sintomatici, ma la distinzione non è codificata e l'uso varia fra le fonti.
- Aplasia
- Mancato sviluppo di una struttura il cui abbozzo embrionale si è formato ma non si è differenziato, con assenza dell'organo definitivo. In pratica clinica e in buona parte della letteratura anatomica 'aplasia' e 'agenesia' sono usati come sinonimi; qui la distinzione embriologica è mantenuta, ma l'uso varia.
- Aponeurosi
- Lamina tendinea larga e appiattita con cui un muscolo si inserisce su un osso o si continua in una fascia. Rispetto al tendine cilindrico distribuisce la trazione su una superficie ampia. Nelle varianti muscolari l'attacco può passare da un tendine a un'aponeurosi o viceversa.
- Arteria aberrante
- Arteria la cui origine, il cui decorso o il cui territorio si discostano dalla descrizione abituale, pur irrorando un distretto normale. L'aggettivo non implica patologia: descrive un tragitto atipico, di grande rilievo chirurgico e radiologico perché il vaso può trovarsi dove non è atteso. Alcuni autori usano 'aberrante' solo per l'origine anomala e 'accessoria' per un vaso che si aggiunge a quelli abituali.
- Asimmetria
- Differenza fra il lato destro e il lato sinistro dello stesso individuo nella forma, nel calibro o nel decorso di una struttura. Una quota di asimmetria è fisiologica. Nella descrizione di una variante va sempre precisato se il reperto è unilaterale o bilaterale e, se unilaterale, da quale lato.
- Atresia
- Assenza o obliterazione congenita del lume di un condotto o di un orifizio normalmente pervio. Si distingue dalla stenosi, che è un restringimento con lume conservato, e dall'agenesia, che riguarda l'intera struttura e non soltanto il suo lume.
- Atrofia
- Riduzione acquisita del volume di una struttura per diminuzione delle dimensioni o del numero delle cellule che la compongono. È un processo, non una condizione presente dalla nascita: non va confusa con l'ipoplasia, che è una formazione insufficiente fin dallo sviluppo.
- Attribuzione
- Indicazione dell'autore e della fonte da cui un contenuto è tratto, nella forma richiesta da chi lo ha prodotto. È la condizione minima delle licenze CC BY: il riuso è libero, ma la paternità va dichiarata insieme alla licenza e, quando disponibile, al collegamento all'originale.
B
- Bias di selezione
- Distorsione sistematica dei risultati dovuta al modo in cui i soggetti sono entrati nello studio, non al caso. Negli studi sulle variazioni è particolarmente insidioso: le casistiche cadaveriche e le serie radiologiche esaminano popolazioni non rappresentative della popolazione generale, e le prevalenze che ne derivano vanno lette con questa cautela.
- Biforcazione
- Punto in cui una struttura tubulare si divide in due rami. La sua sede è uno dei caratteri più variabili dell'anatomia vascolare: la quota di biforcazione, per esempio quella carotidea o quella aortica, si sposta anche di più vertebre da un individuo all'altro.
- Bilaterale
- Presente su entrambi i lati del corpo nello stesso individuo. Nelle schede è un dato da riportare sempre, perché la frequenza con cui una variante è bilaterale è un carattere descrittivo autonomo: molte varianti muscolari sono bilaterali in meno della metà dei soggetti che le presentano.
C
- Cadavere
- Corpo umano donato o destinato allo studio anatomico, base storica e tuttora principale delle casistiche sulle variazioni. Il materiale cadaverico consente la verifica diretta del reperto, ma proviene in genere da popolazioni anziane e selezionate, il che ne limita la generalizzabilità.
- Campione
- Insieme dei soggetti, dei lati o dei preparati effettivamente esaminati in uno studio. Nelle casistiche anatomiche va precisato se l'unità di analisi è l'individuo o il lato, perché lo stesso studio su cinquanta cadaveri può riportare cento lati e le due prevalenze non coincidono.
- Canale
- Tragitto tubulare scavato nell'osso o delimitato da strutture fibrose, che dà passaggio a vasi, nervi o tendini. Numero, calibro e contenuto dei canali sono soggetti a variazione, e un canale accessorio può ospitare un ramo sovrannumerario.
- Capo
- Ciascuna delle porzioni con cui un muscolo prende origine da punti distinti prima di confluire in un ventre o in un tendine comune. Il numero dei capi è fra le variazioni muscolari più documentate: capi sovrannumerari sono descritti per il bicipite brachiale, il bicipite femorale e molti altri muscoli.
- Casistica
- Insieme dei casi osservati e descritti da uno studio o da un centro, con il relativo denominatore. È il dato su cui poggiano le stime di prevalenza in anatomia, e va sempre letta insieme al metodo con cui i casi sono stati raccolti.
- Caso clinico
- Descrizione dettagliata di un singolo soggetto, spesso l'unico modo in cui una variante rara viene documentata. Segnala l'esistenza del reperto e ne illustra il rilievo pratico, ma non consente alcuna stima di frequenza.
- Caudale
- Riferito alla direzione verso l'estremità inferiore del corpo, cioè verso i piedi nella posizione anatomica. È l'opposto di craniale e, per il tronco, equivale in pratica a 'inferiore'.
- Circolo collaterale
- Rete di vasi che consente al sangue di raggiungere un territorio quando la via principale è occlusa o assente. La sua efficacia dipende in larga misura da varianti individuali: presenza e calibro delle anastomosi preesistenti spiegano perché la stessa occlusione risulti silente in un soggetto e infarcente in un altro.
- Coalizione
- Fusione congenita, ossea, cartilaginea o fibrosa, fra due ossa normalmente separate. L'esempio più noto è la coalizione tarsale, che può restare asintomatica oppure manifestarsi in età giovanile con limitazione funzionale e dolore.
- Controlaterale
- Situato o riferito al lato opposto del corpo rispetto a un riferimento dato. Nella descrizione di una variante unilaterale il lato controlaterale è il termine di confronto naturale.
- Craniale
- Riferito alla direzione verso l'estremità cefalica del corpo, cioè verso la testa. È l'opposto di caudale e, per il tronco, equivale in pratica a 'superiore' nella posizione anatomica.
D
- Decorso
- Tragitto che una struttura allungata, tipicamente un vaso, un nervo o un tendine, percorre fra la sua origine e la sua terminazione, insieme ai rapporti che contrae lungo il percorso. È uno dei caratteri più frequentemente variabili e uno dei più rilevanti in chirurgia, perché un decorso atipico espone la struttura a lesione.
- Dissezione
- Esame anatomico condotto separando per via manuale e strumentale i piani e le strutture di un corpo. Resta il metodo di riferimento per documentare le varianti muscolari e nervose di piccolo calibro, che l'imaging non risolve.
- Distale
- Più lontano dal punto di origine o di attacco di un arto o di una struttura, lungo il suo asse. È un termine relativo: si usa nel confronto con un altro punto della stessa struttura, non in assoluto.
- Diverticolo
- Estroflessione sacciforme della parete di un organo cavo, detta vera o congenita quando comprende tutti gli strati della parete. Il diverticolo di Meckel, residuo del dotto onfalomesenterico, è l'esempio più frequente di diverticolo congenito del tubo digerente.
- DOI
- Digital Object Identifier: codice alfanumerico permanente che identifica in modo univoco un documento e ne garantisce la reperibilità nel tempo, indipendentemente dall'indirizzo web a cui è ospitato. Nelle schede va riportato per ogni riferimento che ne dispone.
- Dominanza
- Criterio con cui si stabilisce quale fra due strutture pari o alternative prevale nel provvedere a un territorio. L'esempio classico è la dominanza coronarica, definita dall'arteria che dà origine al ramo interventricolare posteriore: è una variante di distribuzione, non una condizione patologica.
- Dorsale
- Riferito al dorso, cioè alla faccia posteriore del tronco; per la mano e per il piede indica la faccia opposta rispettivamente al palmo e alla pianta. Nell'anatomia umana è in pratica sinonimo di posteriore per il tronco, mentre nell'anatomia comparata conserva il significato di 'verso il dorso' indipendentemente dalla postura.
- Duplicazione
- Presenza di due strutture, complete o parziali, dove abitualmente ne è descritta una sola. È fra le varianti numeriche più comuni per ureteri, vene e tendini, e va distinta dalla fenestrazione, in cui l'elemento si sdoppia e poi si riunisce.
E
- Ectopia
- Localizzazione di una struttura in sede diversa da quella abituale, per arresto o eccesso di migrazione durante lo sviluppo. Si distingue dalla dislocazione acquisita, che riguarda una struttura formatasi in sede normale e spostata in seguito.
- Eponimo
- Denominazione di una struttura o di un reperto basata sul nome di chi per primo lo descrisse. La Terminologia Anatomica privilegia le denominazioni descrittive, ma gli eponimi restano diffusi nell'uso clinico e nella letteratura sulle variazioni; nelle schede si riportano come sinonimi, accanto al termine descrittivo.
- Eterogeneità
- Grado di discordanza fra i risultati degli studi inclusi in una revisione o in una meta-analisi, oltre quanto atteso per effetto del solo caso. Nelle stime di prevalenza delle varianti è quasi sempre elevata, perché metodo di indagine, definizione del reperto e popolazione differiscono da uno studio all'altro.
F
- Fascia
- Lamina di tessuto connettivo che riveste, separa o raggruppa muscoli e altri organi, formando logge e piani di scorrimento. I piani fasciali orientano la dissezione e la diffusione delle raccolte, e i rapporti fra una fascia e un muscolo accessorio sono spesso il primo elemento che segnala una variante.
- Fenestrazione
- Sdoppiamento di un tratto di vaso o di nervo che si divide in due canali per poi riunirsi, delimitando un'apertura. È frequente per l'arteria basilare e per i seni e le vene cerebrali; va distinta dalla duplicazione, in cui i due elementi restano separati.
- Fonte primaria
- Pubblicazione che riporta per la prima volta i dati originali di uno studio, di una dissezione o di un caso. Nelle schede le stime di frequenza vanno ricondotte alla fonte primaria, non alla rassegna che le cita.
- Fonte secondaria
- Testo che rielabora o sintetizza dati pubblicati altrove: trattati, revisioni narrative, capitoli di manuale. È utile per l'inquadramento generale, ma non è sufficiente come unico appoggio a un dato numerico.
- Forame
- Apertura naturale in un osso o in una membrana, attraversata da vasi o nervi. Numero, sede e dimensioni dei forami sono altamente variabili, e i forami accessori sono fra i reperti più comuni della variabilità cranica.
G
- Guaina sinoviale
- Manicotto a doppia parete, rivestito di sinovia, che avvolge un tendine là dove esso scorre in un canale osteofibroso, riducendo l'attrito. Estensione e setti delle guaine variano fra individui e condizionano la propagazione delle infezioni, in particolare alla mano.
I
- Incidenza
- Numero di nuovi casi che compaiono in una popolazione in un dato periodo di tempo. Applicata alle variazioni anatomiche è impropria, perché una variante è presente dalla nascita e non insorge: la misura corretta è la prevalenza, e l'uso di 'incidenza' in questo senso, pur diffuso in letteratura, va evitato.
- Inserzione
- Punto o area in cui un muscolo o un legamento si fissa all'osso; per il muscolo indica per convenzione l'attacco sul segmento più mobile. Lo spostamento dell'inserzione è fra le forme più comuni di variazione muscolare e può modificare la funzione del muscolo.
- Intervallo di confidenza
- Insieme dei valori compatibili con i dati osservati, entro cui si stima cada il valore reale nella popolazione, con un livello di fiducia prestabilito, di solito il 95%. Una prevalenza riportata senza intervallo di confidenza, come accade in molte casistiche anatomiche di piccole dimensioni, va considerata una stima grossolana.
- Iperplasia
- Aumento di volume di una struttura dovuto all'aumento del numero delle cellule che la compongono. Si distingue dall'ipertrofia, in cui aumentano le dimensioni delle singole cellule; nei tessuti a cellule perenni, come il muscolo scheletrico, prevale l'ipertrofia.
- Ipertrofia
- Aumento di volume di una struttura per aumento delle dimensioni delle cellule che la compongono, a numero invariato. Nelle schede muscolari va tenuta distinta l'ipertrofia funzionale, acquisita, dalla presenza di un ventre o di un capo sovrannumerario, che è una variante di sviluppo.
- Ipoplasia
- Sviluppo incompleto di una struttura, che è presente ma di dimensioni sensibilmente inferiori alla norma. Fra le varianti vascolari è comune, per esempio nei segmenti del poligono di Willis, e comporta un rischio maggiore quando quel segmento è chiamato a supplire un circolo occluso.
- Ipsilaterale
- Situato o riferito allo stesso lato del corpo rispetto a un riferimento dato. È l'opposto di controlaterale.
L
- Laterale
- Più lontano dal piano sagittale mediano rispetto a un altro punto. È un termine relativo e non va confuso con 'esterno', che descrive un rapporto con la superficie o con la parete di una cavità.
- Legamento
- Banda di tessuto connettivo denso che unisce due ossa o fissa un organo, limitandone i movimenti oltre un certo grado. Legamenti accessori e legamenti ossificati sono varianti frequenti e possono comprimere le strutture che passano loro accanto.
- Licenza CC BY
- Licenza Creative Commons che consente di riusare, modificare e ridistribuire un'opera, anche a fini commerciali, a condizione di attribuirne la paternità e di indicare le eventuali modifiche. È la licenza che rende riutilizzabili molti testi e molte immagini anatomiche ad accesso aperto.
- Livello di evidenza
- Classificazione della solidità di uno studio in base al disegno con cui è stato condotto. Per le variazioni anatomiche le gerarchie pensate per gli studi terapeutici si applicano male, perché non esiste un intervento da confrontare: il riferimento resta la casistica sistematica su un denominatore noto.
M
- Malformazione
- Alterazione strutturale congenita dovuta a un difetto intrinseco del processo di sviluppo, con conseguenze funzionali o cliniche. Nella letteratura sulle variazioni si colloca all'estremo dello spettro che parte dalla variante priva di rilievo; il confine con 'anomalia' non è definito in modo uniforme.
- Mediale
- Più vicino al piano sagittale mediano rispetto a un altro punto. È un termine relativo e non va confuso con 'interno', che descrive un rapporto con la superficie o con la parete di una cavità.
- Meta-analisi
- Sintesi statistica dei risultati di più studi indipendenti, combinati in una stima complessiva. Applicata alle prevalenze delle varianti richiede cautela, perché aggrega studi con definizioni e metodi diversi: senza una valutazione dell'eterogeneità la stima combinata può essere fuorviante.
- Muscolo accessorio
- Muscolo sovrannumerario presente in una parte della popolazione e assente dalla descrizione anatomica abituale. Spesso è asintomatico e scoperto per caso, ma diventa clinicamente rilevante quando occupa uno spazio ristretto e comprime un nervo o un tendine, come il soleo accessorio o l'epitrocleo-anconeo.
O
- Open access
- Modalità di pubblicazione che rende un lavoro liberamente leggibile online senza abbonamento, spesso con una licenza che ne consente anche il riuso. Accesso libero e libertà di riuso non coincidono: solo la licenza indicata stabilisce che cosa è consentito fare del testo e delle figure.
- Opera derivata
- Contenuto ottenuto modificando, traducendo o rielaborando un'opera preesistente. Sotto licenza CC BY è consentita, ma va dichiarata insieme all'attribuzione dell'originale; nel portale le traduzioni e i ridisegni di figure altrui rientrano in questa categoria.
- Origine
- Punto in cui un muscolo prende attacco sul segmento considerato più fisso; per un vaso, il punto in cui si distacca dal tronco da cui deriva. Nelle variazioni vascolari l'origine è il carattere più spesso atipico, e la sua sede determina il decorso di tutto il ramo.
- Ossicino accessorio
- Piccolo nucleo osseo sovrannumerario, sviluppatosi da un centro di ossificazione autonomo che non si è fuso con l'osso principale. È frequente nel piede e nel carpo, e va riconosciuto e distinto da un frammento di frattura, con cui è confuso di regola in urgenza.
- Osso sesamoide
- Osso incluso nel decorso di un tendine, in prossimità di un'articolazione, che ne modifica il braccio di leva e ne riduce l'attrito. Al di fuori dei sesamoidi costanti la loro presenza è variabile, e un sesamoide bipartito può simulare una frattura.
P
- Peer review
- Valutazione di un lavoro da parte di esperti indipendenti prima della pubblicazione, per verificarne metodo, correttezza e originalità. Non garantisce che il risultato sia corretto: riduce gli errori evidenti, ma molte casistiche anatomiche superano la revisione pur avendo campioni piccoli e metodi eterogenei.
- Persistenza embrionale
- Permanenza in età postnatale di una struttura che nello sviluppo normale regredisce. Molte varianti vascolari, come le anastomosi carotido-basilari, si spiegano così, e riconoscerne l'origine embriologica rende prevedibile il decorso del vaso.
- Piano frontale
- Piano verticale parallelo alla fronte, che divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore. È detto anche piano coronale.
- Piano sagittale
- Piano verticale che divide il corpo in una parte destra e una sinistra; quello che passa per la linea mediana è il piano sagittale mediano. È il riferimento rispetto al quale si definiscono i termini mediale e laterale.
- Piano trasverso
- Piano orizzontale, perpendicolare all'asse maggiore del corpo, che lo divide in una parte superiore e una inferiore. È il piano delle sezioni assiali della tomografia computerizzata e della risonanza magnetica.
- Plesso
- Rete di nervi, di vasi o di linfatici in cui gli elementi si scambiano fibre o rami prima di distribuirsi alla periferia. La composizione dei plessi è variabile: le forme prefisse e postfisse del plesso brachiale sono l'esempio più noto e spiegano molte discordanze fra territorio atteso e territorio osservato.
- PMID
- PubMed Identifier: numero che identifica in modo univoco un record nella banca dati PubMed. Serve a recuperare rapidamente un riferimento; a differenza del DOI identifica il record bibliografico e non il documento in sé.
- Posizione anatomica
- Postura convenzionale di riferimento: soggetto in piedi, sguardo in avanti, arti superiori lungo i fianchi con i palmi rivolti in avanti, piedi paralleli. Tutti i termini di posizione e di direzione si intendono riferiti a essa, qualunque sia la postura reale del soggetto.
- Prevalenza
- Proporzione di individui che presentano una determinata caratteristica in una popolazione definita, in un dato momento. È la misura corretta per le variazioni anatomiche, che sono presenti dalla nascita e non insorgono nel tempo. Va sempre riportata con il denominatore, il metodo di rilevazione e l'unità di analisi, perché la stessa variante può avere prevalenze molto diverse negli studi cadaverici e in quelli radiologici.
- Profondo
- Più lontano dalla superficie del corpo rispetto a un altro punto. È un termine relativo, opposto di superficiale; nella descrizione di una variante il rapporto con i piani superficiali e profondi è spesso il dato che ne stabilisce il rilievo chirurgico.
- Prossimale
- Più vicino al punto di origine o di attacco di un arto o di una struttura, lungo il suo asse. È un termine relativo, opposto di distale.
- Provenienza
- Indicazione documentata dell'origine di un contenuto, di un dato o di un'immagine e del percorso attraverso cui è arrivato alla scheda. Serve a rendere verificabile ogni affermazione e a stabilire quali diritti di riuso l'accompagnano.
- Pubblico dominio
- Condizione di un'opera i cui diritti d'autore sono scaduti o a cui l'autore ha rinunciato, e che può quindi essere riusata senza chiedere permesso. Riguarda molte tavole anatomiche storiche, ma le riproduzioni fotografiche recenti possono essere soggette a diritti propri, per cui la verifica va fatta caso per caso.
R
- Ramo
- Struttura che si distacca da un tronco maggiore, tipicamente un vaso o un nervo, per raggiungere un territorio più circoscritto. Origine, numero e territorio dei rami sono fra i caratteri più variabili dell'anatomia umana.
- Retinacolo
- Ispessimento fasciale a nastro che trattiene i tendini contro lo scheletro, impedendone la corda d'arco durante il movimento. Delimita uno spazio già ristretto, per cui un tendine o un muscolo sovrannumerario che vi passi sotto può dare compressione.
- Revisione editoriale
- Controllo interno di una scheda prima della pubblicazione: verifica dei riferimenti, della terminologia, della coerenza fra testo e fonti e del rispetto delle licenze. È distinta dalla peer review, che coinvolge revisori esterni e indipendenti dalla redazione.
- Revisione narrativa
- Sintesi ragionata della letteratura su un argomento, condotta senza un protocollo esplicito di ricerca e selezione degli studi. È utile per l'inquadramento generale, ma è esposta alla selezione soggettiva delle fonti e non è adatta a fondare una stima di frequenza.
- Revisione sistematica
- Rassegna condotta con un protocollo definito in anticipo, che dichiara le banche dati interrogate, i criteri di inclusione e la valutazione della qualità degli studi. È il tipo di sintesi su cui si appoggiano le stime di prevalenza più solide delle variazioni anatomiche.
S
- Scheda
- Unità di contenuto del portale dedicata a una struttura o a una variazione, con descrizione, dati di frequenza, rilievo clinico e riferimenti. È il formato in cui questo glossario viene usato: i termini qui definiti sono quelli che ricorrono nelle schede.
- Serie di casi
- Descrizione di un gruppo di soggetti che presentano lo stesso reperto, senza gruppo di confronto e spesso senza un denominatore noto. Documenta la ricorrenza di una variante e il suo spettro di presentazione, ma non ne misura la frequenza nella popolazione.
- Sinonimo
- Denominazione alternativa della stessa struttura, in italiano, in latino o sotto forma di eponimo. Nelle schede i sinonimi sono registrati per rendere reperibile un termine anche a chi lo conosce con un altro nome, senza che questo implichi equivalenza con il termine ufficiale.
- Sinostosi
- Fusione ossea fra due segmenti scheletrici normalmente distinti, congenita quando deriva da una mancata segmentazione durante lo sviluppo. La sinostosi radio-ulnare prossimale ne è l'esempio classico; la forma acquisita, post-traumatica o postchirurgica, va tenuta distinta.
- Situs inversus
- Disposizione degli organi toracici e addominali speculare rispetto a quella abituale. Nella forma totale l'inversione è completa e la funzione è di regola conservata; nelle forme parziali, o situs ambiguus, l'associazione con cardiopatie e con anomalie spleniche è frequente.
- Studio osservazionale
- Studio in cui si rileva quanto si osserva senza intervenire sui soggetti né assegnarli a gruppi. Quasi tutta la letteratura sulle variazioni anatomiche, cadaverica o radiologica, appartiene a questo tipo.
- Studio radiologico
- Rilevazione di una variante su immagini ottenute in vivo, con tomografia computerizzata, risonanza magnetica, angiografia o ecografia. Consente campioni molto più ampi della dissezione e popolazioni meno selezionate, ma la risoluzione limita il riconoscimento delle strutture di piccolo calibro: per la stessa variante le prevalenze radiologiche e quelle cadaveriche spesso non coincidono.
- Superficiale
- Più vicino alla superficie del corpo rispetto a un altro punto. È un termine relativo, opposto di profondo.
T
- Tendine
- Struttura di tessuto connettivo denso che trasmette all'osso la forza generata dal ventre muscolare. Numero, sede di inserzione e presenza di bandellette accessorie sono variabili, in particolare per i tendini estensori della mano e per i flessori del piede.
- Terminologia Anatomica
- Nomenclatura anatomica internazionale di riferimento, che fissa i termini latini standard, e i corrispondenti inglesi, per le strutture del corpo umano. Molte varianti non vi compaiono, perché la nomenclatura descrive l'anatomia abituale: nelle schede il termine ufficiale, quando esiste, è indicato accanto agli eponimi e ai sinonimi in uso.
- Tronco
- Segmento vasale o nervoso da cui si distaccano più rami, o nel quale più elementi confluiscono prima di ridividersi. La formazione dei tronchi comuni, come il tronco celiaco o i tronchi del plesso brachiale, è una sede tipica di variazione.
U
- Unilaterale
- Presente su un solo lato del corpo. Nella descrizione di una variante va precisato il lato e, quando il dato è disponibile, la proporzione dei casi in cui il reperto è unilaterale anziché bilaterale.
V
- Variabilità interindividuale
- Insieme delle differenze anatomiche osservabili fra individui diversi della stessa popolazione. È la condizione normale del corpo umano: la descrizione tipica dei manuali rappresenta la forma più frequente, non l'unica corretta.
- Variante normale
- Reperto che si discosta dalla descrizione più frequente senza comportare conseguenze funzionali o cliniche. L'aggettivo 'normale' indica l'assenza di significato patologico, non la frequenza: alcune varianti normali sono rare, e altre sono comuni ma decisive in chirurgia.
- Variazione anatomica
- Differenza non patologica nella forma, nel numero, nel decorso, nella posizione o nei rapporti di una struttura rispetto alla descrizione più frequente. È presente dalla nascita, non evolve nel tempo come una lesione e non richiede di per sé alcun trattamento. Può però modificare il campo di un intervento, la riuscita di un'anestesia o la lettura di un esame radiologico.
- Ventrale
- Riferito alla faccia anteriore del tronco, dal lato del ventre. Nell'anatomia umana equivale in pratica ad anteriore, mentre nell'anatomia comparata e nell'embriologia conserva il significato di 'verso il ventre' indipendentemente dalla postura.
- Ventre muscolare
- Porzione carnosa e contrattile di un muscolo, compresa fra le sue estremità tendinee. Il numero dei ventri, la loro separazione da parte di intersezioni tendinee e la presenza di ventri sovrannumerari sono variazioni descritte per molti muscoli.