Glossario

Definizioni dei termini ricorrenti. Un termine spiegato una volta sola vale per tutte le schede che lo usano.

A

Agenesia
Assenza completa di una struttura per mancato sviluppo dell'abbozzo embrionale. Va distinta dall'aplasia, in cui l'abbozzo si forma ma non si differenzia, e dall'ipoplasia, in cui la struttura è presente ma di dimensioni ridotte. Nelle schede indica sempre un'assenza congenita, mai una perdita acquisita.
Anastomosi
Connessione naturale fra due vasi, due nervi o due segmenti di un condotto, che mette in comunicazione territori altrimenti distinti. Nelle variazioni anatomiche è fra i reperti più frequenti: presenza, calibro e sede di un'anastomosi condizionano il circolo collaterale e il quadro clinico di un'occlusione o di una lesione nervosa. Il termine indica anche l'unione chirurgica di due strutture.
Anomalia
Deviazione dalla conformazione abituale che se ne discosta in misura marcata e può avere rilievo funzionale o clinico. Il confine con 'variazione' non è netto: molti autori riservano 'variazione' ai reperti privi di conseguenze e 'anomalia' a quelli potenzialmente sintomatici, ma la distinzione non è codificata e l'uso varia fra le fonti.
Aplasia
Mancato sviluppo di una struttura il cui abbozzo embrionale si è formato ma non si è differenziato, con assenza dell'organo definitivo. In pratica clinica e in buona parte della letteratura anatomica 'aplasia' e 'agenesia' sono usati come sinonimi; qui la distinzione embriologica è mantenuta, ma l'uso varia.
Aponeurosi
Lamina tendinea larga e appiattita con cui un muscolo si inserisce su un osso o si continua in una fascia. Rispetto al tendine cilindrico distribuisce la trazione su una superficie ampia. Nelle varianti muscolari l'attacco può passare da un tendine a un'aponeurosi o viceversa.
Arteria aberrante
Arteria la cui origine, il cui decorso o il cui territorio si discostano dalla descrizione abituale, pur irrorando un distretto normale. L'aggettivo non implica patologia: descrive un tragitto atipico, di grande rilievo chirurgico e radiologico perché il vaso può trovarsi dove non è atteso. Alcuni autori usano 'aberrante' solo per l'origine anomala e 'accessoria' per un vaso che si aggiunge a quelli abituali.
Asimmetria
Differenza fra il lato destro e il lato sinistro dello stesso individuo nella forma, nel calibro o nel decorso di una struttura. Una quota di asimmetria è fisiologica. Nella descrizione di una variante va sempre precisato se il reperto è unilaterale o bilaterale e, se unilaterale, da quale lato.
Atresia
Assenza o obliterazione congenita del lume di un condotto o di un orifizio normalmente pervio. Si distingue dalla stenosi, che è un restringimento con lume conservato, e dall'agenesia, che riguarda l'intera struttura e non soltanto il suo lume.
Atrofia
Riduzione acquisita del volume di una struttura per diminuzione delle dimensioni o del numero delle cellule che la compongono. È un processo, non una condizione presente dalla nascita: non va confusa con l'ipoplasia, che è una formazione insufficiente fin dallo sviluppo.
Attribuzione
Indicazione dell'autore e della fonte da cui un contenuto è tratto, nella forma richiesta da chi lo ha prodotto. È la condizione minima delle licenze CC BY: il riuso è libero, ma la paternità va dichiarata insieme alla licenza e, quando disponibile, al collegamento all'originale.

B

Bias di selezione
Distorsione sistematica dei risultati dovuta al modo in cui i soggetti sono entrati nello studio, non al caso. Negli studi sulle variazioni è particolarmente insidioso: le casistiche cadaveriche e le serie radiologiche esaminano popolazioni non rappresentative della popolazione generale, e le prevalenze che ne derivano vanno lette con questa cautela.
Biforcazione
Punto in cui una struttura tubulare si divide in due rami. La sua sede è uno dei caratteri più variabili dell'anatomia vascolare: la quota di biforcazione, per esempio quella carotidea o quella aortica, si sposta anche di più vertebre da un individuo all'altro.
Bilaterale
Presente su entrambi i lati del corpo nello stesso individuo. Nelle schede è un dato da riportare sempre, perché la frequenza con cui una variante è bilaterale è un carattere descrittivo autonomo: molte varianti muscolari sono bilaterali in meno della metà dei soggetti che le presentano.

C

Cadavere
Corpo umano donato o destinato allo studio anatomico, base storica e tuttora principale delle casistiche sulle variazioni. Il materiale cadaverico consente la verifica diretta del reperto, ma proviene in genere da popolazioni anziane e selezionate, il che ne limita la generalizzabilità.
Campione
Insieme dei soggetti, dei lati o dei preparati effettivamente esaminati in uno studio. Nelle casistiche anatomiche va precisato se l'unità di analisi è l'individuo o il lato, perché lo stesso studio su cinquanta cadaveri può riportare cento lati e le due prevalenze non coincidono.
Canale
Tragitto tubulare scavato nell'osso o delimitato da strutture fibrose, che dà passaggio a vasi, nervi o tendini. Numero, calibro e contenuto dei canali sono soggetti a variazione, e un canale accessorio può ospitare un ramo sovrannumerario.
Capo
Ciascuna delle porzioni con cui un muscolo prende origine da punti distinti prima di confluire in un ventre o in un tendine comune. Il numero dei capi è fra le variazioni muscolari più documentate: capi sovrannumerari sono descritti per il bicipite brachiale, il bicipite femorale e molti altri muscoli.
Casistica
Insieme dei casi osservati e descritti da uno studio o da un centro, con il relativo denominatore. È il dato su cui poggiano le stime di prevalenza in anatomia, e va sempre letta insieme al metodo con cui i casi sono stati raccolti.
Caso clinico
Descrizione dettagliata di un singolo soggetto, spesso l'unico modo in cui una variante rara viene documentata. Segnala l'esistenza del reperto e ne illustra il rilievo pratico, ma non consente alcuna stima di frequenza.
Caudale
Riferito alla direzione verso l'estremità inferiore del corpo, cioè verso i piedi nella posizione anatomica. È l'opposto di craniale e, per il tronco, equivale in pratica a 'inferiore'.
Circolo collaterale
Rete di vasi che consente al sangue di raggiungere un territorio quando la via principale è occlusa o assente. La sua efficacia dipende in larga misura da varianti individuali: presenza e calibro delle anastomosi preesistenti spiegano perché la stessa occlusione risulti silente in un soggetto e infarcente in un altro.
Coalizione
Fusione congenita, ossea, cartilaginea o fibrosa, fra due ossa normalmente separate. L'esempio più noto è la coalizione tarsale, che può restare asintomatica oppure manifestarsi in età giovanile con limitazione funzionale e dolore.
Controlaterale
Situato o riferito al lato opposto del corpo rispetto a un riferimento dato. Nella descrizione di una variante unilaterale il lato controlaterale è il termine di confronto naturale.
Craniale
Riferito alla direzione verso l'estremità cefalica del corpo, cioè verso la testa. È l'opposto di caudale e, per il tronco, equivale in pratica a 'superiore' nella posizione anatomica.

D

Decorso
Tragitto che una struttura allungata, tipicamente un vaso, un nervo o un tendine, percorre fra la sua origine e la sua terminazione, insieme ai rapporti che contrae lungo il percorso. È uno dei caratteri più frequentemente variabili e uno dei più rilevanti in chirurgia, perché un decorso atipico espone la struttura a lesione.
Dissezione
Esame anatomico condotto separando per via manuale e strumentale i piani e le strutture di un corpo. Resta il metodo di riferimento per documentare le varianti muscolari e nervose di piccolo calibro, che l'imaging non risolve.
Distale
Più lontano dal punto di origine o di attacco di un arto o di una struttura, lungo il suo asse. È un termine relativo: si usa nel confronto con un altro punto della stessa struttura, non in assoluto.
Diverticolo
Estroflessione sacciforme della parete di un organo cavo, detta vera o congenita quando comprende tutti gli strati della parete. Il diverticolo di Meckel, residuo del dotto onfalomesenterico, è l'esempio più frequente di diverticolo congenito del tubo digerente.
DOI
Digital Object Identifier: codice alfanumerico permanente che identifica in modo univoco un documento e ne garantisce la reperibilità nel tempo, indipendentemente dall'indirizzo web a cui è ospitato. Nelle schede va riportato per ogni riferimento che ne dispone.
Dominanza
Criterio con cui si stabilisce quale fra due strutture pari o alternative prevale nel provvedere a un territorio. L'esempio classico è la dominanza coronarica, definita dall'arteria che dà origine al ramo interventricolare posteriore: è una variante di distribuzione, non una condizione patologica.
Dorsale
Riferito al dorso, cioè alla faccia posteriore del tronco; per la mano e per il piede indica la faccia opposta rispettivamente al palmo e alla pianta. Nell'anatomia umana è in pratica sinonimo di posteriore per il tronco, mentre nell'anatomia comparata conserva il significato di 'verso il dorso' indipendentemente dalla postura.
Duplicazione
Presenza di due strutture, complete o parziali, dove abitualmente ne è descritta una sola. È fra le varianti numeriche più comuni per ureteri, vene e tendini, e va distinta dalla fenestrazione, in cui l'elemento si sdoppia e poi si riunisce.

E

Ectopia
Localizzazione di una struttura in sede diversa da quella abituale, per arresto o eccesso di migrazione durante lo sviluppo. Si distingue dalla dislocazione acquisita, che riguarda una struttura formatasi in sede normale e spostata in seguito.
Eponimo
Denominazione di una struttura o di un reperto basata sul nome di chi per primo lo descrisse. La Terminologia Anatomica privilegia le denominazioni descrittive, ma gli eponimi restano diffusi nell'uso clinico e nella letteratura sulle variazioni; nelle schede si riportano come sinonimi, accanto al termine descrittivo.
Eterogeneità
Grado di discordanza fra i risultati degli studi inclusi in una revisione o in una meta-analisi, oltre quanto atteso per effetto del solo caso. Nelle stime di prevalenza delle varianti è quasi sempre elevata, perché metodo di indagine, definizione del reperto e popolazione differiscono da uno studio all'altro.

F

Fascia
Lamina di tessuto connettivo che riveste, separa o raggruppa muscoli e altri organi, formando logge e piani di scorrimento. I piani fasciali orientano la dissezione e la diffusione delle raccolte, e i rapporti fra una fascia e un muscolo accessorio sono spesso il primo elemento che segnala una variante.
Fenestrazione
Sdoppiamento di un tratto di vaso o di nervo che si divide in due canali per poi riunirsi, delimitando un'apertura. È frequente per l'arteria basilare e per i seni e le vene cerebrali; va distinta dalla duplicazione, in cui i due elementi restano separati.
Fonte primaria
Pubblicazione che riporta per la prima volta i dati originali di uno studio, di una dissezione o di un caso. Nelle schede le stime di frequenza vanno ricondotte alla fonte primaria, non alla rassegna che le cita.
Fonte secondaria
Testo che rielabora o sintetizza dati pubblicati altrove: trattati, revisioni narrative, capitoli di manuale. È utile per l'inquadramento generale, ma non è sufficiente come unico appoggio a un dato numerico.
Forame
Apertura naturale in un osso o in una membrana, attraversata da vasi o nervi. Numero, sede e dimensioni dei forami sono altamente variabili, e i forami accessori sono fra i reperti più comuni della variabilità cranica.

G

Guaina sinoviale
Manicotto a doppia parete, rivestito di sinovia, che avvolge un tendine là dove esso scorre in un canale osteofibroso, riducendo l'attrito. Estensione e setti delle guaine variano fra individui e condizionano la propagazione delle infezioni, in particolare alla mano.

I

Incidenza
Numero di nuovi casi che compaiono in una popolazione in un dato periodo di tempo. Applicata alle variazioni anatomiche è impropria, perché una variante è presente dalla nascita e non insorge: la misura corretta è la prevalenza, e l'uso di 'incidenza' in questo senso, pur diffuso in letteratura, va evitato.
Inserzione
Punto o area in cui un muscolo o un legamento si fissa all'osso; per il muscolo indica per convenzione l'attacco sul segmento più mobile. Lo spostamento dell'inserzione è fra le forme più comuni di variazione muscolare e può modificare la funzione del muscolo.
Intervallo di confidenza
Insieme dei valori compatibili con i dati osservati, entro cui si stima cada il valore reale nella popolazione, con un livello di fiducia prestabilito, di solito il 95%. Una prevalenza riportata senza intervallo di confidenza, come accade in molte casistiche anatomiche di piccole dimensioni, va considerata una stima grossolana.
Iperplasia
Aumento di volume di una struttura dovuto all'aumento del numero delle cellule che la compongono. Si distingue dall'ipertrofia, in cui aumentano le dimensioni delle singole cellule; nei tessuti a cellule perenni, come il muscolo scheletrico, prevale l'ipertrofia.
Ipertrofia
Aumento di volume di una struttura per aumento delle dimensioni delle cellule che la compongono, a numero invariato. Nelle schede muscolari va tenuta distinta l'ipertrofia funzionale, acquisita, dalla presenza di un ventre o di un capo sovrannumerario, che è una variante di sviluppo.
Ipoplasia
Sviluppo incompleto di una struttura, che è presente ma di dimensioni sensibilmente inferiori alla norma. Fra le varianti vascolari è comune, per esempio nei segmenti del poligono di Willis, e comporta un rischio maggiore quando quel segmento è chiamato a supplire un circolo occluso.
Ipsilaterale
Situato o riferito allo stesso lato del corpo rispetto a un riferimento dato. È l'opposto di controlaterale.

L

Laterale
Più lontano dal piano sagittale mediano rispetto a un altro punto. È un termine relativo e non va confuso con 'esterno', che descrive un rapporto con la superficie o con la parete di una cavità.
Legamento
Banda di tessuto connettivo denso che unisce due ossa o fissa un organo, limitandone i movimenti oltre un certo grado. Legamenti accessori e legamenti ossificati sono varianti frequenti e possono comprimere le strutture che passano loro accanto.
Licenza CC BY
Licenza Creative Commons che consente di riusare, modificare e ridistribuire un'opera, anche a fini commerciali, a condizione di attribuirne la paternità e di indicare le eventuali modifiche. È la licenza che rende riutilizzabili molti testi e molte immagini anatomiche ad accesso aperto.
Livello di evidenza
Classificazione della solidità di uno studio in base al disegno con cui è stato condotto. Per le variazioni anatomiche le gerarchie pensate per gli studi terapeutici si applicano male, perché non esiste un intervento da confrontare: il riferimento resta la casistica sistematica su un denominatore noto.

M

Malformazione
Alterazione strutturale congenita dovuta a un difetto intrinseco del processo di sviluppo, con conseguenze funzionali o cliniche. Nella letteratura sulle variazioni si colloca all'estremo dello spettro che parte dalla variante priva di rilievo; il confine con 'anomalia' non è definito in modo uniforme.
Mediale
Più vicino al piano sagittale mediano rispetto a un altro punto. È un termine relativo e non va confuso con 'interno', che descrive un rapporto con la superficie o con la parete di una cavità.
Meta-analisi
Sintesi statistica dei risultati di più studi indipendenti, combinati in una stima complessiva. Applicata alle prevalenze delle varianti richiede cautela, perché aggrega studi con definizioni e metodi diversi: senza una valutazione dell'eterogeneità la stima combinata può essere fuorviante.
Muscolo accessorio
Muscolo sovrannumerario presente in una parte della popolazione e assente dalla descrizione anatomica abituale. Spesso è asintomatico e scoperto per caso, ma diventa clinicamente rilevante quando occupa uno spazio ristretto e comprime un nervo o un tendine, come il soleo accessorio o l'epitrocleo-anconeo.

O

Open access
Modalità di pubblicazione che rende un lavoro liberamente leggibile online senza abbonamento, spesso con una licenza che ne consente anche il riuso. Accesso libero e libertà di riuso non coincidono: solo la licenza indicata stabilisce che cosa è consentito fare del testo e delle figure.
Opera derivata
Contenuto ottenuto modificando, traducendo o rielaborando un'opera preesistente. Sotto licenza CC BY è consentita, ma va dichiarata insieme all'attribuzione dell'originale; nel portale le traduzioni e i ridisegni di figure altrui rientrano in questa categoria.
Origine
Punto in cui un muscolo prende attacco sul segmento considerato più fisso; per un vaso, il punto in cui si distacca dal tronco da cui deriva. Nelle variazioni vascolari l'origine è il carattere più spesso atipico, e la sua sede determina il decorso di tutto il ramo.
Ossicino accessorio
Piccolo nucleo osseo sovrannumerario, sviluppatosi da un centro di ossificazione autonomo che non si è fuso con l'osso principale. È frequente nel piede e nel carpo, e va riconosciuto e distinto da un frammento di frattura, con cui è confuso di regola in urgenza.
Osso sesamoide
Osso incluso nel decorso di un tendine, in prossimità di un'articolazione, che ne modifica il braccio di leva e ne riduce l'attrito. Al di fuori dei sesamoidi costanti la loro presenza è variabile, e un sesamoide bipartito può simulare una frattura.

P

Peer review
Valutazione di un lavoro da parte di esperti indipendenti prima della pubblicazione, per verificarne metodo, correttezza e originalità. Non garantisce che il risultato sia corretto: riduce gli errori evidenti, ma molte casistiche anatomiche superano la revisione pur avendo campioni piccoli e metodi eterogenei.
Persistenza embrionale
Permanenza in età postnatale di una struttura che nello sviluppo normale regredisce. Molte varianti vascolari, come le anastomosi carotido-basilari, si spiegano così, e riconoscerne l'origine embriologica rende prevedibile il decorso del vaso.
Piano frontale
Piano verticale parallelo alla fronte, che divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore. È detto anche piano coronale.
Piano sagittale
Piano verticale che divide il corpo in una parte destra e una sinistra; quello che passa per la linea mediana è il piano sagittale mediano. È il riferimento rispetto al quale si definiscono i termini mediale e laterale.
Piano trasverso
Piano orizzontale, perpendicolare all'asse maggiore del corpo, che lo divide in una parte superiore e una inferiore. È il piano delle sezioni assiali della tomografia computerizzata e della risonanza magnetica.
Plesso
Rete di nervi, di vasi o di linfatici in cui gli elementi si scambiano fibre o rami prima di distribuirsi alla periferia. La composizione dei plessi è variabile: le forme prefisse e postfisse del plesso brachiale sono l'esempio più noto e spiegano molte discordanze fra territorio atteso e territorio osservato.
PMID
PubMed Identifier: numero che identifica in modo univoco un record nella banca dati PubMed. Serve a recuperare rapidamente un riferimento; a differenza del DOI identifica il record bibliografico e non il documento in sé.
Posizione anatomica
Postura convenzionale di riferimento: soggetto in piedi, sguardo in avanti, arti superiori lungo i fianchi con i palmi rivolti in avanti, piedi paralleli. Tutti i termini di posizione e di direzione si intendono riferiti a essa, qualunque sia la postura reale del soggetto.
Prevalenza
Proporzione di individui che presentano una determinata caratteristica in una popolazione definita, in un dato momento. È la misura corretta per le variazioni anatomiche, che sono presenti dalla nascita e non insorgono nel tempo. Va sempre riportata con il denominatore, il metodo di rilevazione e l'unità di analisi, perché la stessa variante può avere prevalenze molto diverse negli studi cadaverici e in quelli radiologici.
Profondo
Più lontano dalla superficie del corpo rispetto a un altro punto. È un termine relativo, opposto di superficiale; nella descrizione di una variante il rapporto con i piani superficiali e profondi è spesso il dato che ne stabilisce il rilievo chirurgico.
Prossimale
Più vicino al punto di origine o di attacco di un arto o di una struttura, lungo il suo asse. È un termine relativo, opposto di distale.
Provenienza
Indicazione documentata dell'origine di un contenuto, di un dato o di un'immagine e del percorso attraverso cui è arrivato alla scheda. Serve a rendere verificabile ogni affermazione e a stabilire quali diritti di riuso l'accompagnano.
Pubblico dominio
Condizione di un'opera i cui diritti d'autore sono scaduti o a cui l'autore ha rinunciato, e che può quindi essere riusata senza chiedere permesso. Riguarda molte tavole anatomiche storiche, ma le riproduzioni fotografiche recenti possono essere soggette a diritti propri, per cui la verifica va fatta caso per caso.

R

Ramo
Struttura che si distacca da un tronco maggiore, tipicamente un vaso o un nervo, per raggiungere un territorio più circoscritto. Origine, numero e territorio dei rami sono fra i caratteri più variabili dell'anatomia umana.
Retinacolo
Ispessimento fasciale a nastro che trattiene i tendini contro lo scheletro, impedendone la corda d'arco durante il movimento. Delimita uno spazio già ristretto, per cui un tendine o un muscolo sovrannumerario che vi passi sotto può dare compressione.
Revisione editoriale
Controllo interno di una scheda prima della pubblicazione: verifica dei riferimenti, della terminologia, della coerenza fra testo e fonti e del rispetto delle licenze. È distinta dalla peer review, che coinvolge revisori esterni e indipendenti dalla redazione.
Revisione narrativa
Sintesi ragionata della letteratura su un argomento, condotta senza un protocollo esplicito di ricerca e selezione degli studi. È utile per l'inquadramento generale, ma è esposta alla selezione soggettiva delle fonti e non è adatta a fondare una stima di frequenza.
Revisione sistematica
Rassegna condotta con un protocollo definito in anticipo, che dichiara le banche dati interrogate, i criteri di inclusione e la valutazione della qualità degli studi. È il tipo di sintesi su cui si appoggiano le stime di prevalenza più solide delle variazioni anatomiche.

S

Scheda
Unità di contenuto del portale dedicata a una struttura o a una variazione, con descrizione, dati di frequenza, rilievo clinico e riferimenti. È il formato in cui questo glossario viene usato: i termini qui definiti sono quelli che ricorrono nelle schede.
Serie di casi
Descrizione di un gruppo di soggetti che presentano lo stesso reperto, senza gruppo di confronto e spesso senza un denominatore noto. Documenta la ricorrenza di una variante e il suo spettro di presentazione, ma non ne misura la frequenza nella popolazione.
Sinonimo
Denominazione alternativa della stessa struttura, in italiano, in latino o sotto forma di eponimo. Nelle schede i sinonimi sono registrati per rendere reperibile un termine anche a chi lo conosce con un altro nome, senza che questo implichi equivalenza con il termine ufficiale.
Sinostosi
Fusione ossea fra due segmenti scheletrici normalmente distinti, congenita quando deriva da una mancata segmentazione durante lo sviluppo. La sinostosi radio-ulnare prossimale ne è l'esempio classico; la forma acquisita, post-traumatica o postchirurgica, va tenuta distinta.
Situs inversus
Disposizione degli organi toracici e addominali speculare rispetto a quella abituale. Nella forma totale l'inversione è completa e la funzione è di regola conservata; nelle forme parziali, o situs ambiguus, l'associazione con cardiopatie e con anomalie spleniche è frequente.
Studio osservazionale
Studio in cui si rileva quanto si osserva senza intervenire sui soggetti né assegnarli a gruppi. Quasi tutta la letteratura sulle variazioni anatomiche, cadaverica o radiologica, appartiene a questo tipo.
Studio radiologico
Rilevazione di una variante su immagini ottenute in vivo, con tomografia computerizzata, risonanza magnetica, angiografia o ecografia. Consente campioni molto più ampi della dissezione e popolazioni meno selezionate, ma la risoluzione limita il riconoscimento delle strutture di piccolo calibro: per la stessa variante le prevalenze radiologiche e quelle cadaveriche spesso non coincidono.
Superficiale
Più vicino alla superficie del corpo rispetto a un altro punto. È un termine relativo, opposto di profondo.

T

Tendine
Struttura di tessuto connettivo denso che trasmette all'osso la forza generata dal ventre muscolare. Numero, sede di inserzione e presenza di bandellette accessorie sono variabili, in particolare per i tendini estensori della mano e per i flessori del piede.
Terminologia Anatomica
Nomenclatura anatomica internazionale di riferimento, che fissa i termini latini standard, e i corrispondenti inglesi, per le strutture del corpo umano. Molte varianti non vi compaiono, perché la nomenclatura descrive l'anatomia abituale: nelle schede il termine ufficiale, quando esiste, è indicato accanto agli eponimi e ai sinonimi in uso.
Tronco
Segmento vasale o nervoso da cui si distaccano più rami, o nel quale più elementi confluiscono prima di ridividersi. La formazione dei tronchi comuni, come il tronco celiaco o i tronchi del plesso brachiale, è una sede tipica di variazione.

U

Unilaterale
Presente su un solo lato del corpo. Nella descrizione di una variante va precisato il lato e, quando il dato è disponibile, la proporzione dei casi in cui il reperto è unilaterale anziché bilaterale.

V

Variabilità interindividuale
Insieme delle differenze anatomiche osservabili fra individui diversi della stessa popolazione. È la condizione normale del corpo umano: la descrizione tipica dei manuali rappresenta la forma più frequente, non l'unica corretta.
Variante normale
Reperto che si discosta dalla descrizione più frequente senza comportare conseguenze funzionali o cliniche. L'aggettivo 'normale' indica l'assenza di significato patologico, non la frequenza: alcune varianti normali sono rare, e altre sono comuni ma decisive in chirurgia.
Variazione anatomica
Differenza non patologica nella forma, nel numero, nel decorso, nella posizione o nei rapporti di una struttura rispetto alla descrizione più frequente. È presente dalla nascita, non evolve nel tempo come una lesione e non richiede di per sé alcun trattamento. Può però modificare il campo di un intervento, la riuscita di un'anestesia o la lettura di un esame radiologico.
Ventrale
Riferito alla faccia anteriore del tronco, dal lato del ventre. Nell'anatomia umana equivale in pratica ad anteriore, mentre nell'anatomia comparata e nell'embriologia conserva il significato di 'verso il ventre' indipendentemente dalla postura.
Ventre muscolare
Porzione carnosa e contrattile di un muscolo, compresa fra le sue estremità tendinee. Il numero dei ventri, la loro separazione da parte di intersezioni tendinee e la presenza di ventri sovrannumerari sono variazioni descritte per molti muscoli.