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Arteria cistica

Versione 1

Abstract

Anson ha studiato in dettaglio l'arteria cistica su 800 preparati, individuando dodici tipi di origine raggruppati in quattro categorie; la forma più comune resta quella classica, con origine dal ramo destro dell'arteria epatica propria (63,9%).

Vedi anche l'arteria epatica sopra per ulteriore testo e riferimenti.

Anson ha studiato in dettaglio l'arteria cistica e i risultati di quello studio sono i seguenti:

«La sorgente primaria delle arterie cistiche resta quella di varietà classica, vale a dire che esse originano dalla sorgente più vicina possibile (il ramo destro dell'arteria epatica propria). Questa forma è la più comune. Si osservano altre sorgenti, fino a comporre un totale di dodici tipi riscontrati in uno studio su 800 preparati. I dodici tipi si distribuiscono comodamente in quattro categorie:

Gruppo I. L'arteria cistica origina da un ramo dell'arteria epatica propria, o da quest'ultima nel punto di divisione, o dallo stesso vaso prossimalmente al punto di divisione, o dallo stesso vaso prossimalmente al punto di biforcazione (da a a d). In ordine successivo, e per frequenza decrescente, esse sono: dal ramo destro dell'epatica propria nel 63,9%; da quest'ultimo vaso nel punto di biforcazione nel 10,4%; dal ramo sinistro nel 5,5%; e dall'arteria epatica propria, prossimalmente al punto di biforcazione, nel 3,4%. Complessivamente, 83% per i quattro vasi di origine ravvicinata.

Gruppo II. A una seconda categoria si possono assegnare quei preparati in cui l'arteria cistica prende origine dal vaso diretto verso il basso, l'arteria gastroduodenale, o dal ramo di quest'ultima, la pancreaticoduodenale superiore (figg. e ed f). L'origine dalla sorgente più distante è di gran lunga meno comune (0,3%) di quella dalla più vicina (2,6%).

Gruppo III. A un terzo gruppo generale appartengono quei preparati in cui la sorgente immediata dell'arteria cistica corrisponde allo schema regolare esistente nei casi illustrati nella prima categoria, ma se ne differenzia per la deviazione del vaso di origine (figg. g e h). In ciascuno di essi il tronco di origine può essere la mesenterica superiore, ma l'arteria epatica stessa può essere un'arteria accessoria oppure un'arteria sostitutiva. Insieme, questi casi (9,7% e 2,6%) costituiscono un totale del 12,3%. Dal punto di vista della vicinanza della sorgente all'area di irrorazione, questi casi potrebbero essere considerati appartenenti al Gruppo I (per un totale complessivo del 95,5%).

Gruppo IV. Alla quarta categoria si possono assegnare quei preparati in cui l'arteria cistica è «spostata», per così dire, verso l'aorta. Questi sono stati osservati in quattro tipi: dalla gastrica destra in 1 caso (fig. i); dall'arteria epatica in prossimità dell'origine celiaca in 3 casi (fig. j); dalla celiaca stessa in 2 casi (fig. k); e dalla mesenterica superiore in 6 casi (fig. l). Insieme questi casi costituiscono un totale di appena 12.»

Anson prosegue con la seguente conclusione: presentate in questo modo separato, le variazioni descritte sopra tendono ad apparire alquanto meno critiche di quanto in realtà siano, poiché, nella struttura di un singolo paziente, disposizioni inattese del sistema dei dotti biliari possono accompagnarsi a schemi di vascolarizzazione altrettanto imprevedibili, fino alla presenza di una vena porta in posizione anteriore rispetto all'arteria epatica e al dotto biliare comune, insieme a un'arteria cistica derivata da una sorgente distante e a un'arteria epatica soprannumeraria di grosso calibro. Ciò significa, evidentemente, che non vi può essere alcun sostituto per la completa esposizione della componente extraepatica della cosiddetta «triade» e delle strutture accessorie, che possono essere arterie, vene o dotti, o questi in combinazione.»

Immagine dell'arteria cistica

Gastroduodenale

Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Immagine delle variazioni dell'origine dell'arteria cistica

Gastroduodenale

Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Immagine delle variazioni della vascolarizzazione del dotto biliare comune

Gastroduodenale

Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Immagine delle variazioni dell'origine dell'arteria gastroduodenale

Pancreaticoduodenale superiore

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Immagine dei principali schemi di vascolarizzazione arteriosa del fegato

Pancreaticoduodenale superiore

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Immagine delle variazioni del tronco celiaco

Pancreaticoduodenale superiore

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Immagine delle variazioni dell'origine dell'arteria gastroduodenale

Pancreaticoduodenale superiore

Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Vedi Immagine 101

Riferimento: Anson, B.J. Anatomical considerations in surgery of the gall-bladder. Q. Bull. Northwestern University Medical School 30:250-259.

Numerosi riferimenti aggiuntivi si trovano alla voce Arteria epatica.

Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Cystic Artery — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/Cardiovascular/Text/Arteries/Cystic.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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