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Muscolo estensore proprio dell’indice (extensor indicis proprius)
Abstract
Il muscolo estensore dell’indice manca raramente, ma la sua origine può spostarsi dall’ulna al radio, al carpo o alla membrana interossea e il muscolo può presentare due capi o essere completamente sdoppiato. In uno studio su 263 arti il muscolo mostrava variazioni marcate di dimensioni, origine, inserzione o di tutte queste caratteristiche nel 15,6% dei casi.
Il muscolo dell’indice manca raramente. L’origine del muscolo può spostarsi dall’ulna al radio, al carpo o alla membrana interossea. L’estensore dell’indice può fondersi con l’extensor secundi internodii pollicis (estensore lungo del pollice). È stato riscontrato un insolito estensore dell’indice che originava dal semilunare, dallo scafoide (navicolare) e dal capitato e terminava sulla testa della falange prossimale dell’indice. Il muscolo può avere due capi oppure può essere completamente sdoppiato.
Macalister ha riportato le variazioni dell’estensore dell’indice come segue: 1. Macalister lo trovò assente, come pure Cheselden e Moser; 2. Con un tendine sdoppiato (Wood e Macalister); 3. Con muscolo e tendine sdoppiati; 4. Con un fascio proveniente dall’estensore comune delle dita (Wood); 5. Con un’origine dal radio, dal carpo e dal legamento interosseo, e nessuna dall’ulna (Wood); 6. Macalister riscontrò un tendine sdoppiato coesistente con un fascio accessorio proveniente dall’estensore comune; 7. È stato trovato inserirsi mediante fascia sul dorso della mano; 8. Oppure nel legamento anulare posteriore (Moser); 9. Un indicator digastrico, il cui secondo ventre si trovava sul dorso della mano (Rosenmüller); 10. Può presentare una certa unione con l’extensor medii digiti, o esserne inseparabile; Meckel lo trovò con tendini per il secondo, il terzo e il quarto dito; 11. Gantzer lo vide una volta sdoppiato, e uno di questi muscoli originava dal radio.
L’extensor medii digiti è spesso una porzione differenziata dell’estensore dell’indice; originando al di sotto di questo muscolo dalla faccia posteriore dell’ulna, varia soltanto per il maggiore o minore grado di differenziazione dal muscolo vicino. Wood lo trovò undici volte in centodue soggetti; lo stesso autore lo ha osservato, quando separato dall’estensore dell’indice, inviare un tendine soprannumerario all’indice; in un caso questo si fondeva con l’indicator prima della sua inserzione. Wood lo trovò originare dal setto intermuscolare fra l’extensor communis digitorum e il supinator brevis (supinatore), al di sopra degli altri muscoli profondi. È stato osservato anche inviare un fascio che si inseriva in parte nel tendine dell’indicator e in parte nella fascia metacarpale media (Petsche); Meckel lo trovò originare dal radio, Brugnone dal carpo. Il più delle volte si tratta soltanto di un secondo tendine connesso con l’indicator, senza alcun segno di connessione con un ventre separato; talvolta questo tendine è una propaggine del tendine dell’indicator. Vedi anche oltre.
Il tendine dell’estensore dell’indice è occasionalmente sdoppiato e uno dei fasci può portarsi, benché raramente, al pollice o all’anulare, oppure più comunemente al medio. Quest’ultimo fascio, che costituisce un extensor digiti III, può presentarsi come muscolo separato (2-5%) originando dall’ulna oppure dal legamento posteriore dell’articolazione del polso al di sotto dell’indicator. Un extensor digiti IV è una variazione più rara. Questi fasci dell’estensore profondo o breve sembrano essere ritorni a una disposizione primitiva, nella quale il muscolo fornisce tendini all’intera serie delle dita. I tendini di questi muscoli possono anche essere poco sviluppati.
In rari casi si riscontra anche un extensor digitorum brevis manus. Macalister trovò questo muscolo una volta in quindici soggetti, mentre Wood lo riportò una volta in trentasei soggetti. Può presentarsi in due forme: fasci che originano dal dorso del polso e fasci che originano dal carpo o dal metacarpo, i quali possono connettersi ai tendini dei muscoli interossei oltre che ai tendini dell’estensore.
L’extensor digiti medii (presente nel 10% dei corpi) origina dall’ulna al di sotto dell’estensore dell’indice, con il quale può essere fuso. Invia un tendine all’aponeurosi estensoria del medio oppure invia fasci al medio e all’indice.
Fasci tendinei possono staccarsi dall’estensore comune delle dita per unirsi a quelli dell’estensore dell’indice o dell’estensore lungo del pollice. L’extensor digitorum brevis (s. extensor brevis digitorum manus), descritto per la prima volta da Albinus nel 1734, somiglia al muscolo omonimo del dorso del piede. Può presentare da uno a quattro fascicoli. Il fascicolo più comune è quello che fornisce un tendine estensore all’indice, l’extensor indicis brevis. Questa disposizione per il medio è quasi altrettanto frequente. Il fascicolo origina di norma dalle ossa della metà ulnare del carpo (semilunare, piramidale, uncinato e capitato) e dai legamenti dorsali che uniscono queste ossa. I tendini si inseriscono o sui corrispondenti tendini estensori o sui metacarpi. Questo muscolo si può riscontrare in circa il 3-9% dei corpi. Altri autori hanno riportato frequenze del 2-10%. Ogura e collaboratori hanno riscontrato il muscolo extensor digitorum brevis manus 28 volte in uno studio su 845 mani, con una frequenza del 3,3%.
In un ampio studio sul muscolo extensor indicis proprius sono stati esaminati 263 arti provenienti da 140 cadaveri consecutivi (Cauldwell e collaboratori). Questi autori riportano che nell’uomo, nel gorilla e frequentemente nello scimpanzé si riscontra un estensore proprio dell’indice relativamente costante. Nonostante tale costanza, il muscolo mostrava variazioni marcate di dimensioni, origine, inserzione, o di tutte queste caratteristiche, in 41 (15,6%) dei 263 preparati. In otto preparati (3%) provenienti da cadaveri femminili il muscolo era anormalmente piccolo. Gli autori non ne hanno riscontrato l’assenza completa, benché essa sia stata riportata.
In tre casi (1,4%) il muscolo era aberrante soltanto alla sua origine: 1) un breve muscolo di origine carpale si univa al tendine di un estensore dell’indice normale; 2) il tendine di un estensore dell’indice era incorporato con un breve muscolo di origine carpale; 3) un breve muscolo originava autonomamente dall’apice del radio e dal carpo. Il breve estensore carpale è stato denominato «extensor digiti brevis manus».
La duplicazione completa del muscolo extensor indicis proprius si è verificata in 5 casi, senza contare 5 muscoli estensori brevi anomali.
Tendini soprannumerari, con origini muscolari normali, sono stati riscontrati in 27 (10,3%) dei 263 preparati:
- duplicazione completa del tendine dell’indicator, in 7 casi (2,7%)
- un muscolo separato coesistente con un normale estensore lungo del pollice e un normale extensor indicis proprius, che forniva tendini al pollice e all’indice (extensor pollicis et indicis), in 2 casi (0,76%)
- tendini sdoppiati che si inserivano rispettivamente con l’indice e con il medio, in 17 casi (6,5%); in 14, un tendine per ciascun dito; in 2, uno all’indice, due all’indice, uno al medio. Il muscolo separato destinato al medio era un «extensor medii digiti», quello combinato un «extensor indicis et medii communis»
- tendini particolari per l’indice, il medio e l’anulare, in 1 caso (0,38%)
Variazioni di origine e di inserzione sono state osservate in 3 casi (1,14%): in uno, un anomalo muscolo carpale che si inseriva con il medio, coesistente con un normale extensor indicis proprius; in 2, un breve muscolo estensore che traeva origine tendinea dall’ulna e origine muscolare dall’ulna, dal radio e dal carpo, e si inseriva mediante due tendini con l’indice e con il medio — un «extensor digitorum brevis manus». Gama ha riportato una frequenza dell’1,1% per questo muscolo in uno studio su 3004 adulti esaminati in modo casuale, nei quali ne furono riscontrati 38. Gama ha inoltre riferito che questo muscolo è stato descritto 128 volte fra il 1743 e il 1983. È stato riportato che l’extensor digitorum brevis manus (EDBM) è stato riscontrato in 17 di 559 (3%) mani dissezionate di 286 cadaveri. Esse sono state classificate in tre tipi in base all’origine. L’inserzione dell’EDBM era la stessa dell’extensor indicis proprius e i due muscoli erano spesso uniti. I due muscoli condividevano la stessa vascolarizzazione e la stessa innervazione. L’EDBM è stato considerato una variante e una parte dissociata dell’extensor indicis proprius. Escludendo le variazioni di origine, tendini soprannumerari si sono verificati in 17 arti destri (su 135, ossia il 12,6%) e in 13 arti sinistri (su 128, ossia il 10,6%), per un totale di 30 su 263, cioè l’11,4%.
Altri studi sul muscolo «extensor pollicis et indicis» mostrano una certa variabilità di frequenza: Wood ne riportò 1 su 600; Gruber lo riscontrò nel 5% di 204 cadaveri e Wagenseil lo osservò in 1 di 131 arti. Questo muscolo è infrequente nell’uomo, ma si riscontra comunemente nel cane, nella volpe, nel lupo, nello sciacallo, nella pantera e nel dingo. È stato riscontrato anche nel vampiro, nel gatto, nel riccio, nel coniglio, nell’orso, nel coati e nel castoro. Per l’illustrazione vedi anche Estensore del pollice.
L’extensor pollicis et indicis è stato descritto da LeDouble (traduzione di E. Kaplan in D. T. W. Chiu) come segue: questo tendine, che può staccarsi dal tendine o dal ventre dell’extensor indicis proprius, o anche originare separatamente dall’epicondilo con fibre muscolari o tendinee, può unirsi al tendine dell’estensore lungo del pollice a livello del primo metacarpo, entrando nella guaina dell’estensore lungo del pollice a livello del primo metacarpo oppure nella guaina dell’extensor indicis proprius. Ciò è stato osservato da Monel, Duval, Gruber, Wood e da me stesso (cioè LeDouble).
Macalister ha riportato le variazioni seguenti per l’estensore dell’indice:
- È stato trovato assente da Macalister, Cheselden e Moser
- È stato trovato con un tendine sdoppiato
- Il muscolo può essere sdoppiato con un unico tendine
- L’estensore dell’indice può ricevere un fascio dall’estensore comune delle dita
- L’estensore dell’indice può originare dal radio, dal carpo e dal legamento interosseo, e non originare affatto dall’ulna
- il muscolo può presentare un tendine doppio e un fascio accessorio proveniente dall’estensore comune (extensor digitorum communis)
- Può inserirsi mediante fascia sul dorso della mano
- Oppure nel legamento anulare posteriore
- È stato riscontrato un indicator digastrico, il cui secondo ventre si trovava sul dorso della mano
- Può presentare una certa unione con l’extensor medii digiti, o esserne inseparabile; e
- Gantzer lo vide una volta sdoppiato, e uno di questi muscoli originava dal radio.
L’extensor medii digiti è spesso una parte differenziata dell’estensore dell’indice; originando al di sotto dell’estensore dell’indice dalla faccia posteriore dell’ulna, varia soltanto per il maggiore o minore grado di differenziazione dal muscolo vicino. Wood lo trovò 11 volte in 102 soggetti. Wood lo riscontrò inoltre separato dall’estensore dell’indice, inviare un tendine soprannumerario all’indice; in un caso il tendine si fondeva con l’indicator prima dell’inserzione. Wood lo ha osservato anche originare dal setto intermuscolare fra l’extensor communis digitorum e il supinator brevis (supinatore), al di sopra degli altri muscoli profondi. È stato osservato anche inviare un fascio che si inseriva in parte nel tendine dell’indicator e in parte nella fascia metacarpale media. Meckel trovò l’extensor medii digiti originare dal radio ed è stato osservato originare dal carpo. Il più delle volte si tratta soltanto di un secondo tendine connesso con un ventre separato; talvolta questo tendine è una propaggine del tendine dell’indicator.
L’evoluzione del nome moderno del muscolo estensore proprio dell’indice è illustrata da Cauldwell e collaboratori come segue. Albinus riconobbe il muscolo estensore e lo annotò nella sua Historia musculorum hominis (1734). «Vesalio impiegò la designazione funzionale decimusnonus digitos moventium, e Colombo il termine topografico tertius manus exterior musculus. Il termine semplificato indicatorius fu introdotto da Aranzio e abbreviato in indicator da Riolan. Curiosamente, il muscolo fu considerato dotato di funzione abduttoria da Spigelio e Vesling, come testimoniano i termini da essi rispettivamente proposti, indicem abducens e indicis abductor; il pollice è l’unico punto di riferimento utilizzabile per dedurre tale azione, e uno più logico è difficile da concepire. Cowper usò extenseur secundi seu indicator. La “raffinatezza nomenclatoria” di Douglas richiese l’ingombrante extensor secundi internodii indicis proprius, vulgo indicator. L’uso moderno rappresenta l’accoglimento, in forma latinizzata, dell’espressione l’extenseur propre de l’index di Winslow.»
Sinonimi: m. indicator («vulgar») s. indicatorius, abductor indicis.

Extensor digiti medii brevis and extensor bicaudatus digiti medii et tertii. from Calori, 1867 — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.
Riferimenti dell’opera originale
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Classificazione anatomica
- Sistemi:
- Sistema muscolare
Provenienza del contenuto
Traduzione
Traduzione italiana di «Extensor Indicis Proprius — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/E/25Extensor.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.
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