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Muscolo flessore lungo comune delle dita del piede (flexor digitorum longus communis, pedis)

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Abstract

La porzione profonda del muscolo può fornire fasci a un numero variabile di tendini digitali del flessore lungo; il capo laterale manca spesso e talvolta l’intero muscolo è assente.

La porzione profonda di questo muscolo può fornire fasci a un numero variabile di tendini digitali del flessore lungo, più comunemente a quelli del secondo, terzo e quarto dito. Il tendine per il secondo dito può essere assente e sostituito da un tendine proveniente dal flessore lungo dell’alluce. Talvolta un fascio è fornito al quinto dito, in sostituzione del tendine proveniente dal flessore breve. Un altro fascio si porta alla connessione tendinea fra il tendine del flessore lungo dell’alluce e quello del flessore lungo delle dita. Raramente un fascio si unisce al tendine dell’alluce stesso, e il muscolo è stato osservato terminare interamente su questo tendine.

Il capo laterale manca spesso e talvolta l’intero muscolo è assente. Il muscolo può presentare un capo accessorio originante dalla tibia, dalla fibula, dal calcagno, dal tibiale posteriore o dal flessore lungo dell’alluce.

Un altro capo accessorio, originante dalla fascia crurale, può dividersi per unirsi sia al flessore lungo delle dita sia al flessore lungo dell’alluce. Lo stesso flessore lungo delle dita è stato trovato con un secondo capo lungo proveniente dalla fibula (Gies). È stato osservato unito al capo consueto e a formare un sostituto completo o parziale della caro quadrata (quadrato della pianta). Un lungo fascio accessorio proveniente dal tibiale anteriore è stato osservato da Gies, che si univa al resto del muscolo a livello della caviglia. Un secondo flessore lungo, parallelo e fissato al muscolo ordinario oppure all’accessorius, è descritto da Otto, Meckel, Hall e Reinhardt. È stata descritta l’unione fra le parti muscolari del flessore delle dita e del flessore dell’alluce. Un secondo capo, superficiale, è stato osservato portarsi dalla fascia della gamba al flessore lungo. Un altro, proveniente dall’accessorius ad flexorem, originava dal condilo laterale della tibia, terminava in un lungo tendine simile a quello del plantare e si inseriva sul flessore dietro il calcagno.

Il flexor digiti secundi proprius è stato trovato da Bahnsen come muscolo semipenniforme originante dalla faccia posteriore della tibia. Un capo accessorio del flessore lungo delle dita, che incrociava l’arteria tibiale posteriore, è stato descritto da Glaser (1866). Vedi anche Flessore lungo dell’alluce.

Sin.: m. flexor digitorum pedis longus, flexor digitorum communis longus, flexor digitorum communis perforans, flexor digitorum communis profundus, flexor longus digitorum pedis.

Immagine dei tendini dei flessori lunghi delle dita del piede

Tendini dei flessori lunghi delle dita del piede.

  • h= flexor hallucis longus; d= flexor digitorum longus; a= accessorius; a1 e a2 parti dell’accessorius quando è diviso; l1 e l2; e 1, 2, 3, 4, 5 = tendini destinati alle rispettive dita.

from Macalister. — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Riferimenti dell’opera originale

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Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Flexor Digitorum Longus Communis (Pedis) — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/F/15Flexor.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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