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Muscolo flessore lungo dell’alluce (flexor hallucis longus)

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Abstract

La connessione fra il tendine del flessore lungo dell’alluce e quello del flessore lungo delle dita è costante, ma variabile. A parte le unioni tendinee il muscolo presenta pochissime variazioni; la più frequente è il flexor accessorius longus, presente nell’1-5% dei corpi.

La connessione fra il tendine del flessore lungo dell’alluce e quello del flessore lungo delle dita è costante, ma variabile. Comunemente un fascio è inviato dal flessore dell’alluce al flessore delle dita, ma frequentemente un fascio aggiuntivo passa in direzione inversa, dal flessore delle dita al flessore dell’alluce.

La completa divisione dei tendini è molto rara. Un fascio di connessione proveniente dal flessore dell’alluce si distribuisce, in oltre il 50% dei casi, ai tendini del secondo e del terzo dito; meno frequentemente si porta al solo secondo dito, oppure al secondo, al terzo o al quarto, o, raramente, a tutte e cinque le dita. È stato riportato un flessore lungo dell’alluce sdoppiato, con entrambi i tendini inseriti sulla falange terminale dell’alluce.

Macalister discute i tendini flessori del piede, avendo riassunto il lavoro di diversi anatomisti, come segue. Turner ha fornito l’analisi di 50 preparati e non ne ha trovati due uguali. In tutti, il flessore dell’alluce fornisce al flessore lungo delle dita un fascio piatto, membranoso o arrotondato. In undici casi questo fascio si portava al solo secondo dito, formando circa la metà del suo tendine in quattro casi, come descritto da Arnold, Henle e Theile. Ne forma più della metà in sei casi e quasi la totalità, come descritto da Diemerbröck e Meckel, in uno. In venti casi si biforcava e terminava nei tendini lunghi del secondo e del terzo dito (Church, Rolleston, Huxley). Di questi, il fascio per il secondo dito era più grande di quello per il terzo in dodici casi, in uno dei quali formava, insieme all’accessorium (quadrato della pianta), l’intero tendine del secondo dito. In sei casi era distribuito in parti uguali al secondo e al terzo dito; e in due casi formava quasi interamente i tendini di entrambe le dita. In diciotto casi si portava al secondo, al terzo e al quarto dito, con una quota maggiore destinata al secondo in sette casi, al secondo e al terzo in cinque, al secondo e al quarto in uno, e in parti uguali a tutte e tre in cinque. In un caso si portava a tutte e quattro le dita esterne (laterali); in questo caso i fasci per il secondo e per il terzo erano più grandi di quelli per il quarto e per il quinto. In tutti i casi il fascio proveniente dal flessore dell’alluce non si univa mai al tendine del flessore lungo prima della divisione di quest’ultimo nei suoi fasci digitali; in nove preparati una benderella passava dal tendine del flessore lungo, prima della sua divisione, per unirsi al flessore dell’alluce al di là dell’origine del collegamento con il flessore comune. Schultze ha fornito l’analisi di 100 disposizioni tendinee. In trentadue di queste il fascio proveniente dal flessore dell’alluce si portava al solo flessore del secondo dito; in cinquantotto a due dita, il secondo e il terzo; in dieci al secondo, al terzo e al quarto; in ventinove casi era presente il fascio dal flessore lungo al flessore dell’alluce. (Anche Wood lo trovò sei volte su trentasei casi, 1938). Il signor Wood trovò in un caso il primo tendine del flessore lungo delle dita assente, con il suo posto preso da un fascio del flessore dell’alluce. Anche la perfetta separazione dei tendini è rara, ma è stata osservata da Wood e da Macalister. Il flessore delle dita inviava fasci al flessore dell’alluce, e quest’ultimo dava tendini al secondo e al terzo dito; quello per il secondo era il suo unico tendine perforante, poiché non ve n’era alcuno dal flessore comune. Un fascio dal flexor communis si univa al tendine del terzo dito. In un lavoro sul flessore lungo delle dita e sull’unione dei tendini flessori, Gies descrive in un caso un tendine del flessore delle dita che si univa a quello dell’alluce in corrispondenza dell’articolazione metatarsofalangea, con il flessore delle dita che, prima di unirsi all’accessorius, dava origine a un fascio dal quale nascevano due ventri, ciascuno terminante in un tendine che si univa rispettivamente al tendine perforante del quarto e del quinto dito.

Fra le altre modalità di unione, le seguenti sono state descritte od osservate da Macalister. Egli osservò l’alluce fornito dal flessore dell’alluce e il secondo dito da un tendine composto da:

  1. Un fascio dall’estensore dell’alluce
  2. Uno, tendineo, dall’accessorius
  3. Due sottili filamenti dal communis

il terzo dito fornito da un fascio dal communis e da uno dall’accessorius; il quarto e il quinto dal solo flessore lungo delle dita. In un soggetto Brugnone trovò il flessore lungo con un quinto tendine, che fungeva da flessore perforato del quinto dito. Flower e Murie osservarono in una donna boscimane la seguente disposizione: il flessore lungo delle dita forniva il quinto dito e in parte il quarto, il terzo e il secondo; il flessore dell’alluce lo coadiuvava nel fornire queste dita e agiva esclusivamente sull’alluce. Vedi anche Flessore lungo delle dita.

Un muscolo strettamente correlato al flessore lungo dell’alluce è il fibulotarsalis, che origina dalla fibula e si inserisce, attraverso il sustentaculum, sulla faccia inferiore del calcagno e sull’osso navicolare.

Nella disposizione normale dei muscoli flessori lunghi, diversi caratteri indicano che il loro grado di differenziazione non è pari a quello esistente fra i muscoli corrispondenti dell’arto superiore. Nella gamba i due flessori sono strettamente connessi; nel piede i flessori dell’alluce non agiscono da soli, ma inviano fasci anche alle altre dita. In alcuni casi, tuttavia, sono state osservate variazioni progressive sotto forma di fasci muscolari propri per il secondo e per il quinto dito. Sono stati descritti fascicoli supplementari di dimensioni variabili, originanti dalla fascia della gamba e uniti al tendine del flessore lungo delle dita a livello della caviglia. È stato osservato anche un fascio originante dalla fascia che ricopre il flessore delle dita e unito al tendine del flessore lungo dell’alluce nella pianta del piede.

Il flessore lungo dell’alluce in sé, a parte le unioni tendinee, presenta pochissime variazioni. Bergmann trovò un unico tendine proveniente da un muscolo bicipite che originava dallo strato esterno della fascia tibiale e si portava al flessore dell’alluce (citato da Henle).

Una variazione più frequente (1-5% dei corpi) è il flexor accessorius longus, noto anche come longus, accessorius ad quadratum plante, accessorius ad flexor accessorium, accessorius longus ad flexor digitorum longum, accessorius flexori hallucis longi superior (Reinhart), accessorius ad accessorium (Turner) o peroneocalcaneus internus (Macalister). La sua origine nella gamba può variare ampiamente (dalla tibia o dalla fibula, o da entrambe le ossa, dalla fascia profonda o da uno dei muscoli); termina in un tendine che, dopo essere passato al di sotto del retinacolo dei flessori del piede, si unisce all’accessorius (quadrato della pianta) o al flessore lungo delle dita nella pianta. Questo muscolo, quando presente, è situato nel cuscinetto adiposo pre-achilleo della parte distale del polpaccio e può apparire radiograficamente come una massa di tessuto molle.

Immagine del flexor accessorius longus

Flexor accessorius longus.

from Nidecker, Hochstetter, and Fredenhagen — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Riferimenti dell’opera originale

Elenco riportato come compare nella fonte, senza normalizzazione dei formati bibliografici. Le voci non sono tradotte: un riferimento bibliografico si cita nella lingua in cui è pubblicato.

  • Focacci, M. (1903) Etude morphologique sur les Fléchisseurs longs du pied. Arch. Ital. Biol. 39:486-487.
  • Henle, J. (1871) Handbuch der Muskellehre des Menschen, in Handbuch der systematischen Anatomie des Menschen. Verlag von Friedrich Vieweg und Sohn, Braunschweig.
  • Körner, F, (1949-50) Eine Verdoppelung des Musculus flexor hallucis longus. Anat. Anz. 97:16-22.
  • LeDouble, A.F. (1897) Traité des Variation du Système Musculaire de l'Homme et Leur Signification au Point de l'Anthropologie Zoologique. Libraire C. Reinwald, Schleicher Freres, Paris.
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  • Nidecker, A.C., Hochstetter, A. von., and H. Fredenhagen . (1984) Accessory muscles of the lower calf. Radiology. 151:47-48
  • Turner, W. (1864-67) On variability in human structure, with illustrations, from the flexor muscles of the fingers and toes.Trans. Roy. Soc. Edinburgh. 24:175-189.
  • Testut, L. (1884) Les Anomalies Musculaires Chez L'Homme Expliques par L'Anatomie Comparée, Masson, Paris.

Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Flexor Hallucis Longus — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/F/19Flexor.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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