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Arteria otturatoria
Abstract
L’arteria otturatoria è estremamente variabile per origine: nasce più spesso dalla divisione anteriore dell’iliaca interna, ma in circa un quarto dei casi dall’epigastrica inferiore o dall’iliaca esterna, variante di rilievo chirurgico per il rischio di lesione nell’intervento per ernia crurale.
Questa arteria ha ricevuto molta attenzione per l’interesse chirurgico legato alla sua origine dall’arteria epigastrica. Poynter ha ipotizzato che la prima segnalazione dell’origine dell’otturatoria dall’epigastrica sia quella di Haller, 1745, nota 9, il quale afferma: «Non tamen perpetuum est cam arteriam a pelves truncis nasci, eam novies ex epigastrica ortam». Inoltre, il significato chirurgico dell’origine epigastrica sembra essere stato riconosciuto da Monro nel 1806. A queste prime osservazioni ne seguirono molte altre, che Poynter ha riassunto nella tabella seguente:
Frequenza percentuale dell’origine dell’otturatoria dall’arteria epigastrica.
Nome
Data
N. oss.
%
Femmine
Maschi
Destra
Sinistra
Cloquet
1817
500
30,4
31,4
24,4
-
-
Breschet
1819
63
19
-
-
-
-
Hesselbach
1819
64
43,3
-
-
37,5
46,8
Quain
1844
360
31,4
33,9
29,8
-
-
Schlöbig
1844
112
21
34,2
28,4
-
-
Isaacs
1855
706
18,3
-
-
-
-
Wyeth
1878
52
34
-
-
-
-
Hoffmann
1878
400
32,5
-
-
-
-
Hartmann
1881
180
19
-
-
-
-
Krusche
1885
80
20
-
-
-
-
Pfitzner
1889
226
37,6
-
-
33,3
34,2
Jastschenski
1891
404
24
26,3
34,6
33,2
26,8
Dwight
1895
500
25
23,2
28,3
23,8
26
Levi
1902
200
25,2
-
-
-
-
Poynter
1922
400
26,2
-
-
-
-
Dubreuil-Chambardel
1925
440
29,5
N. totale di osservazioni = 4.484 Frequenza = 25,1%
Il gruppo di Anson ha riportato che ci si può attendere un’arteria otturatoria inconsueta, proveniente dall’epigastrica o dall’iliaca esterna, in circa il 48% dei soggetti.
L’arteria otturatoria è molto variabile per origine e non è stata trovata alcuna spiegazione embriologica. Poynter suggerisce che lo studio di embrioni allo stadio di circa 33 mm dovrebbe risolvere la questione.
L’otturatoria può originare dall’iliaca comune, dalla divisione anteriore dell’iliaca interna (41,4%; il gruppo di Anson ha trovato questa origine in circa il 70% dei soggetti), dall’epigastrica inferiore (25%, in base alla tabella di Poynter riportata sopra), dalla glutea superiore (10%), dal tronco gluteo inferiore/pudendo interno (10%), dalla glutea inferiore (4,7%), dalla pudenda interna (3,8%) o dall’iliaca esterna (1,1%).
L’arteria otturatoria può originare sia dall’ipogastrica (iliaca interna) sia dall’epigastrica; è un reperto comune (numerosi autori dell’Ottocento, compresi gli autori della presente opera).
L’otturatoria è stata riscontrata originare dall’arteria femorale, in posizione adiacente al suo ramo profunda.
Soltanto nel 23% dei casi si riscontra un’origine analoga su entrambi i lati del corpo.
Anson afferma che ci si può attendere un’arteria otturatoria inconsueta in circa il 48% dei soggetti.
L’arteria otturatoria dà origine all’arteria del ligamentum teres femoris in circa il 54% dei soggetti.
L’otturatoria può avere due radici, una con origine abituale e l’altra dall’iliaca esterna.
Possono essere presenti arterie otturatorie accessorie.
Fra i rami inconsueti dell’otturatoria si annoverano: un’arteria ileolombare, la vescicale inferiore, l’uterina, la vaginale, la dorsale del pene, l’ureterica, la perineale, la pudenda esterna e l’epigastrica inferiore.
Il suo ramo acetabolare può essere assente.
L’arteria epigastrica può essere essa stessa assente e la sua distribuzione essere sostituita da rami della profunda femoris. Una condizione in cui non esiste alcuna connessione fra le porzioni intrapelvica ed extrapelvica dell’arteria è stata riportata da diversi autori.
L’arteria otturatoria è stata segnalata 55 volte in una rassegna del Committee of Collective Investigation della Anatomical Society of Great Britain and Ireland (Parsons, F.G. e A. Keith). In 20 casi (36,4%) essa originava come tronco separato dalla divisione anteriore; in 10 (18,1%) dall’epigastrica inferiore (epigastrica profonda); in 9 (16,4%) separatamente dal tronco ipogastrico; in 8 (14,5%) dalla divisione posteriore; in 5 (9,1%) dall’iliaca interna prima della sua divisione; mentre in 3 (5,4%) originava in comune con la rettale media (emorroidaria media), 2 delle quali provenienti dalla divisione anteriore e una dal tronco ipogastrico (iliaca interna). Parsons e Keith hanno riferito quanto segue a proposito dell’origine dell’otturatoria dall’epigastrica inferiore: su 138 soggetti esaminati al Guy’s Hospital l’otturatoria è stata osservata originare dall’epigastrica inferiore soltanto 11 volte (8%); la Quain’s Anatomy, 10ª edizione, riporta un valore prossimo al 30%. Parsons e Keith affermano nella loro relazione che la percentuale era del 18,1%. Pur non disponendo di statistiche, gli autori del presente libro ritengono che un valore più vicino a quello della Quain’s Anatomy possa essere più prossimo al valore reale, sulla base delle nostre osservazioni condotte in oltre 40 anni. Sono evidentemente necessarie ulteriori osservazioni.
Nel 1836 Reid riportò che «l’arteria otturatoria corre un rischio di essere lesa durante l’intervento per ernia crurale strozzata maggiore di quanto i chirurghi siano inclini ad ammettere; e se le cose stanno così, le varietà di origine e di decorso di questa arteria meritano una considerazione più ampia di quella che abitualmente si concede loro…». L’origine più comune dell’arteria otturatoria è dall’iliaca interna o da alcuni dei suoi rami; ma in un gran numero di casi si trova che essa origina o direttamente, o molto più comunemente in modo indiretto, dall’iliaca interna, mediante un tronco comune con l’epigastrica. Quando origina dall’iliaca interna, è evidente che essa non può in alcun modo essere implicata nell’intervento per ernia crurale, in qualunque modo esso venga eseguito. Anche quando origina dall’iliaca esterna, essa è messa in pericolo assai raramente con i metodi ordinari di esecuzione di questo intervento, poiché in genere procede in basso e medialmente, decorrendo dapprima lungo il lato esterno o iliaco dell’anello crurale e quindi lungo una parte del suo margine posteriore, per raggiungere la porzione superiore del forame otturatorio. In casi più rari, che sembrano essere principalmente quelli in cui il tronco comune dell’otturatoria e dell’epigastrica è più lungo del consueto, l’otturatoria segue un decorso più tortuoso, passando lungo il margine superiore dell’anello crurale e poi lungo il suo margine interno o pubico. Deve essere evidente che, quando un’ernia crurale discende, la posizione relativa dell’arteria rispetto al colletto del sacco è, in questi due casi, molto diversa e, dal punto di vista pratico, comporta considerazioni molto importanti.
Reid sottolinea che l’origine più comune, o quella considerata normale, di questa arteria è dall’iliaca interna o da uno dei suoi rami. L’origine successiva per frequenza avviene mediante un tronco comune con l’epigastrica dall’iliaca esterna. Più raramente essa nasce direttamente dall’iliaca esterna, e ancora più raramente dalla femorale. Benché l’arteria possa così originare da punti collocati a considerevole distanza gli uni dagli altri, essa esce invariabilmente dalla pelvi attraverso la stessa apertura, cioè la parte superiore del forame otturatorio. Quando è ramo della femorale, risale lungo quell’arteria, passa al di sotto del legamento di Poupart (inguinale) e si colloca nella stessa posizione in cui si troverebbe se fosse nata all’interno dell’addome.
Reid cita Cloquet, che esaminò 250 soggetti — 125 femmine e 125 maschi — allo scopo di accertare la frequenza relativa dell’origine dell’otturatoria dall’ipogastrica (iliaca interna), dall’iliaca esterna e dall’epigastrica. In questi soggetti l’otturatoria originava dall’ipogastrica (iliaca interna) su entrambi i lati in 160 casi; dall’epigastrica su entrambi i lati in 56; dall’epigastrica su un lato e dall’ipogastrica (iliaca interna) sull’altro in 28; dall’iliaca esterna in 6. Considerando entrambi i lati del corpo, e portando così a 500 il numero delle arterie esaminate, e prendendo tutte le arterie otturatorie che originavano dalle arterie ipogastriche (iliache interne) e tutte quelle che originavano dalle arterie epigastriche o direttamente dall’iliaca esterna, egli trovò che l’otturatoria originava dall’ipogastrica in 348 casi; dall’epigastrica o dall’iliaca esterna in 152. Secondo questi risultati, la frequenza dell’origine dell’arteria otturatoria dall’ipogastrica (iliaca interna) sta a quella dall’epigastrica e dall’iliaca esterna come 3 a 1. L’otturatoria è stata trovata originare un po’ più frequentemente dall’ipogastrica (iliaca interna) nei maschi che nelle femmine. Monro, citato da Reid, riteneva che la proporzione relativa fra l’origine dell’arteria otturatoria dall’iliaca interna e dai suoi rami e quella dall’epigastrica e dall’iliaca esterna fosse di 20 a 1. Anche Velpeau, citato da Reid, dichiarò che le sue osservazioni, tratte dall’esame di quasi mille casi, lo portavano a concordare con l’opinione di Monro. Secondo Reid, Hesselbach riteneva che l’origine dell’otturatoria dall’iliaca esterna e dall’epigastrica non sia molto comune, e afferma stranamente che essa si verifica raramente se non nelle femmine. Inoltre Manec indicò la proporzione di 1 su 6; Scarpa e Lawrence di 1 su 15. Citando altre ricerche, l’otturatoria fu trovata originare in comune con l’epigastrica in 12 soggetti su 63 affetti da ernia crurale, e in tutti passava dietro il colletto del sacco. Meckel era dell’opinione che l’otturatoria origini quasi altrettanto frequentemente dall’epigastrica e dall’iliaca esterna quanto dall’iliaca interna e dai suoi rami. Reid concluse il suo lavoro affermando che le conclusioni tratte dalle sue dissezioni coincidono nel modo più stretto con quelle di Cloquet.
Origini dell’arteria otturatoria, da Braithwaite.
Origine
Femmine n. / %
Maschi n. / %
Totale n. / %
A. Dall’arteria iliaca interna:
Ramo diretto dalla divisione anteriore
24 / 39,3
46 / 46,2
70 / 41,4.
Tronco gluteo inferiore-pudendo interno
5 / 8,2
12 / 11,1
17 / 10,0.
Arteria glutea inferiore
2 / 3,2
6 / 5,5
8 / 4,7.
Arteria pudenda interna
2 / 3,2
4 / 3,7
6 / 3,8.
Arteria glutea superiore
10 / 16,4
7 / 6,4
17 / 10,0.
Arteria ileolombare
3 / 4,9
2 / 1,8
5 / 3,5.
B. Dall’arteria iliaca esterna
Ramo diretto
1 / 1,6
1 / 0,9
2 / 1,1.
Arteria epigastrica inferiore
10 / 16,4
23 / 21,3
33 / 19,5.
C. Dalle arterie iliache interna ed esterna:
Per origine doppia
4 / 6,4
7 / 6,4
11 / 6,5.
Totali:
61 / 99,6
108 / 99,7
169 / 99,5.
Si veda anche l’arteria epigastrica inferiore più avanti.
La variazione dell’arteria otturatoria originante dall’arteria iliaca esterna; frequenza secondo il sesso Maschi Femmine N. casi % N. casi %
Quain
181
29,8
180
33,9
Cloquet
250
24,4
250
31,4
Schlobig
74
28,4
38
34,2
Krusche
63
25,9
16
37,5
Jastschinski
572
26,3
462
34,6
Pfitzner
163
38,3
39
35,6
Totali
1.303
26,9
985
35,3
Da Dubreuil-Chambardel, 1925
La variazione dell’arteria otturatoria originante dall’arteria iliaca esterna; frequenza secondo il lato Bilaterale Unilaterale N. casi studiati Destra Sinistra
Meckel ? 1 10
Cloquet 250 62 28
Quain 159 25 18 38 20
Hesselbach 32 12 15
Pfitzner 105 35 36
Schlobig ? 22 12
Dubreuil-Chambardel 130 41 27 49 22
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Totali lato uni-/bilaterale 539 128 115
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Totali lato unilaterale (D/S) 426 92 93
Da Dubreuil-Chambardel
Origini dell’arteria otturatoria
Autore/i N. casi Otturatoria dall’iliaca interna Otturatoria dall’iliaca esterna N. casi % N. casi %
Cloquet (Parigi)
500
348
69,6
152
30,4
Hoffmann (Basilea)
400
270
67,5
130
32,5
Quain (Londra)
361
246
68,6
115
31,4
Pfitzner (Strasburgo)
226
141
62,4
85
37
Hartmann (Berlino)
180
146
81
34
19
Schlöbig (Lipsia)
112
78
69,6
34
21
Krusche (Dorpat)
80
63
78,8
17
20
Hesselbach (Würzburg)
64
37
57,7
27
43,3
Breschet (Parigi)
63
51
81
12
19
Wyeth/Warwell (Londra)
52
34
66
18
34
Dwight (America)
500
371
74,2
129
25,8
Jastschinski (Varsavia)
1034
723
70
311
30
Levi (Firenze)
110
82
74,8
28
25,2
Dubreuil-Chambardel (Parigi)
440
310
70,5
130
29,5
Totali %
4122
2900
70,84%
1222
28,4
Da Dubreuil-Chambardel, 1925.

Tronco ipogastrico (iliaca interna)
Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

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Riferimenti dell’opera originale
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Classificazione anatomica
- Sistemi:
- Sistema cardiovascolare
Provenienza del contenuto
Traduzione
Traduzione italiana di «Obturator Artery — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/Cardiovascular/Text/Arteries/Obturator.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.
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