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Muscolo quadricipite femorale (quadriceps femoris)

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Abstract

Le parti profonde del quadricipite sono poco soggette a variazioni; i vasti sono talvolta bilaminari e possono essere in continuità con il retto femorale, fino a formare un'unica massa carnosa. Sono state riferite l'assenza del retto femorale e quella dell'intera massa muscolare, così come atrofia, assenza, sdoppiamento o fusione dell'articolare del ginocchio.

Le parti profonde del quadricipite non sono soggette a molte variazioni. I vasti sono talvolta bilaminari. Ciò, nel caso del vasto laterale, rappresenta l'accentuazione di un carattere tipico. I vasti possono essere in continuità con il retto femorale, e tutte e tre le parti possono unirsi in un'unica massa carnosa. Sono state riferite l'assenza del retto femorale, così come quella dell'intera massa muscolare.

Macalister ha riferito le variazioni del quadricipite come segue: 1. È stata trovata un'origine dalla spina iliaca anteriore superiore che si univa al capo diretto; 2. Un capo riflesso sdoppiato, in parte all'esterno e in parte fra gli strati della capsula dell'articolazione dell'anca; 3. Una doppia origine dalla spina inferiore; 4. Una continuità fra il capo acetabolare e quello spinoso; 5. Assenza dell'origine acetabolare; 6. Isenflamm descrisse una borsa fra il tendine laterale e il margine dell'acetabolo; 7. Diemerbröck descrisse un capo lungo doppio, che anche Macalister riscontrò; 8. Un grosso fascicolo del suo tendine, passando davanti alla rotula, era separato dall'osso dalla parte più profonda della borsa prerotulea; 9. Il rapporto di questo muscolo con il resto dell'estensore è variabile: talvolta, in corrispondenza della sua inserzione, è inseparabile dal cruraeus (vasto intermedio); altre volte Macalister vide i due vasti unirsi al di sopra del tendine di questo muscolo, formando così un canale nel quale il tendine del retto decorreva fino alla sua inserzione; oppure il vastus externus (laterale) può inserirsi sul margine esterno del suo tendine, mentre il vastus internus (mediale) e il cruraeus (vasto intermedio) giacciono al di sotto.

Il cruraeus (vasto intermedio) può originare tanto in alto quanto la linea intertrocanterica anteriore, oppure non giungere entro un pollice (2,54 cm) da tale linea, e può scendere fino a mezzo pollice (1,27 cm) o un pollice al di sopra del ginocchio (Sandifort, 1769), o più comunemente non si estende al di sotto di un punto situato tre o quattro pollici sopra il ginocchio. Questo muscolo è di solito inseparabile dal vastus internus (mediale), a tal punto che Nuhn e Cruveilhier li considerano entrambi come un unico muscolo. Il cruraeus (vasto intermedio) e il subcruraeus (m. articularis genu) sono di frequente uniti, oppure, quando non è presente alcun subcruraeus, alcune fibre profonde si attaccano, raramente, alla membrana sinoviale del ginocchio. Il vasto intermedio è composto da lamelle muscolari sovrapposte concentricamente attorno alla diafisi del femore. La più profonda e più distale di queste lamelle è denominata articularis genu. I fasci di fibre di questo strato si inseriscono sulla capsula dell'articolazione o sul margine superiore della rotula e, in ultima analisi, attraverso il legamento rotuleo, sulla tuberosità della tibia. L'articularis genu può essere assente.

Macalister prosegue la sua esposizione delle variazioni del quadricipite come segue: il vastus internus (mediale) varia soltanto per essere: 1. Bilaminare (5 casi); 2. Può essere unito al cruraeus (vasto intermedio); 3. I fascicoli più distali possono essere più o meno separati in corrispondenza della loro inserzione, portandosi al condilo mediale della tibia mediante un tendine distinto; 4. Può essere sdoppiato.

Il vastus externus (vasto laterale) può anch'esso essere bilaminare e unito al vasto mediale in corrispondenza della sua inserzione, oppure al vasto intermedio, o al retto, o a un fascetto laterale dell'articularis genu quando questo muscolo consta di due fascetti laterali, ma ciò è molto raro. Lo sdoppiamento del vasto mediale e del vasto laterale riproduce la condizione riscontrata in molti uccelli.

Il sub-cruraeus (articularis genu) risulta soggetto ad atrofia, assenza, sdoppiamento o fusione con il vasto intermedio. La sua scoperta è attribuita a Dupré, nella sua opera «Sur les Sources de la Synovie», 1699. Anche Albinus descrisse il muscolo in «Annotations Acad.», lib. iv, cap. 5, p. 27, ~1734. Il muscolo può inserirsi su entrambi i lati del ginocchio, oppure sulla parte superiore della membrana sinoviale; i suoi fascetti laterali, quando è sdoppiato, sono di solito uguali.

Raramente un fascetto (rectus accessorius) può originare da un tendine sul margine dell'acetabolo e inserirsi sul margine ventrale del vasto laterale. Il quadricipite della coscia corrisponde in linea generale al gruppo del tricipite (anconeo compreso) del braccio.

Sin.: m. extensor cruris. Retto femorale: extensor cruris medialis superficialis (Meckel), rectus anterior (Krause), Gerader Schenkelmuskel, Droit antérieur. Vasto laterale: vastus externus (Henle), extensor cruris vastus s. externus (Meckel), Aeusserer dicker Schenkelmuskle, Aeusserer Unterschenkelstrecker. Vasto mediale: vastus internus (Henle). Vasto intermedio: cruralis s. cureus s. femoreus (Henle), Vastus medius (Krause), Tiefer Unterschenkelstrecker. Le tre porzioni, i vasti: extensor triceps (M.J. Weber); con il retto femorale: extensor quadriceps (Hyrtl).

Riferimenti dell’opera originale

Elenco riportato come compare nella fonte, senza normalizzazione dei formati bibliografici. Le voci non sono tradotte: un riferimento bibliografico si cita nella lingua in cui è pubblicato.

  • Drachmann, A.G. (1837) Translation by J.W. Moore. Case of congenital absence of the quadriceps extensor crurius muscle. J. Anat. Physiol. 7:310-311.
  • Gruber, W. (1878) Beobachtungen über den Mangel des Musculus quadratus femoris. Arch. Path. Anat. Physiol. Klin. Med. 73:346-348.
  • Gruber, W. (1879) Nachtrag zu den Beobachtungen uber den Mangel des Musculus quadratus femoris. Arch. Path. Anat. Physiol. Klin. Med. 77:131
  • Gruber, W. (1880) Ein bilaminärer Musculus vastus externus biceps. Arch. Path. Anat. Physiol. Klin. Med. 82:473-474.
  • Gruber, W. (1888) Ein Musculus rectus femoris accessoris. Arch. Path. Anat. Physiol. Klin. Med. 114:367-368.
  • Macalister, A. (1875) Observations on muscular anomalies in the human anatomy. Third series with a catalogue of the principal muscular variations hitherto published. Trans. Roy. Irish Acad. Sci. 25:1-130.
  • Takeshige, A., Okinaga, H., Shirai, N., and M.Tanaka. (1960) Variation of the origin of the M. quadriceps femoris. Kurume Igakkai Zasshi 23:861-864.

Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Quadriceps Femoris — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/Q/04Quadriceps.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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