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Arterie polari renali inferiori

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Abstract

Le arterie polari renali inferiori sono di solito uniche e originano dall'aorta nel 95,5% dei casi o dall'arteria renale nell'1,4%, ma sono state descritte anche da una surrenale, dall'iliaca comune o dalla mesenterica superiore. Sono state chiamate in causa come fattore eziologico di una forma di idronefrosi correggibile chirurgicamente e sono frequenti nei reni fusi.

Le arterie polari renali inferiori sono di solito uniche e originano dall'aorta (95,5% dei casi) o dall'arteria renale (1,4% dei casi). Ne è stata riportata anche l'origine da un'arteria surrenale, dall'iliaca comune o dalla mesenterica superiore. Possono avere un'origine aortica alta e quindi incrociare le arterie renali inferiori per irrorare il polo inferiore del rene. Le arterie polari inferiori sono talvolta doppie, con una originante dall'aorta e l'altra dalla renale, oppure con entrambe provenienti dalla stessa sorgente. Possono essere accompagnate o meno da una vena.

Le arterie polari renali inferiori sono state chiamate in causa come fattore eziologico di una forma di idronefrosi correggibile chirurgicamente. Le arterie renali aberranti sono comuni nei reni fusi (a ferro di cavallo, a manubrio o a disco): da due a sei di queste arterie sono caratteristicamente più lunghe o più corte del consueto. I vasi inusuali possono originare dall'aorta, dalle arterie gonadiche, dall'iliaca comune, dalla sacrale media, dall'iliaca esterna o interna, oppure dalle arterie mesenteriche superiore o inferiore. Un'arteria polare renale inferiore può dare origine a un'arteria gonadica. In letteratura vi sono segnalazioni di sette, otto e dieci arterie destinate a reni a ferro di cavallo, ma tali riscontri sono molto rari. In uno studio il quadro di vascolarizzazione di un rene a manubrio comprendeva sette arterie: quattro dall'aorta, una da ciascuna arteria iliaca comune e una dall'arteria testicolare sinistra. Gli studi indicano che l'84% dei reni fusi si osserva nei maschi.

Eisendrath (1920) ha tratto dalle statistiche pubblicate le seguenti conclusioni pratiche. «È importante che il chirurgo ricordi che l'esame di 1237 reni da parte di vari ricercatori rivela che le polari superiori dalle renali si sono presentate in 68 reni, ossia nel 16%, di 518 reni. Le polari superiori dall'aorta sono state riscontrate in 68, ossia nello 0,5%, e le polari inferiori dall'aorta in 71, ossia in quasi lo 0,6%, di 1237 reni. Le polari inferiori dalle iliache sono state riscontrate in soli 6 reni, ossia nello 0,04%, dei 1237 reni.»

Secondo la serie di dissezioni di Eisendrath, ci si può attendere di trovare arterie polari superiori originanti dalle renali principali in circa un rene su cinque. Le polari superiori originanti dall'aorta sono state riscontrate in circa un rene su 17 e le polari inferiori (dall'aorta e dalle iliache) in circa un rene su 7.

Sommando le osservazioni di tutti i ricercatori precedenti alle nostre (di Eisendrath) si trova che (a) le polari superiori originanti dalle renali principali ricorrono in circa un rene su 200; (b) le polari superiori originanti dall'aorta in circa un rene su 190; e (c) le polari inferiori dalla renale principale, dall'aorta o dalle iliache comuni in un rene su circa 185. Sebbene i vasi polari accessori non siano ricorsi con la frequenza indicata da Quain, ossia il 20%, si riscontrano abbastanza spesso da doverli tenere costantemente presenti durante l'intervento.»

I vasi retropelvici

«Persiste la tradizione secondo cui occorre soltanto guardarsi dalla lesione di un'arteria retropelvica che segue un decorso più o meno tipico nei seni formati nel punto in cui il tessuto renale si sovrappone lievemente alla pelvi renale. Che possano esistere (a) variazioni rispetto a questa distribuzione ad arco dell'arteria e (b) che una o più vene di grosso calibro, persino la renale principale, possano attraversare il nostro campo operatorio sono due fatti anatomici che meritano una conoscenza più diffusa, allo scopo di evitare la lesione di questi vasi anomali durante la pielotomia.

Nel libro di Albarran, pubblicato nel 1910, si fa riferimento all'arteria e alla vena retropelviche nel senso che l'arteria renale principale può dividersi in tronchi pre- e retropelvici di uguale calibro e che l'arteria retropelvica, nel suo percorso verso il seno, emette rami simili a quelli che originano dall'arteria prepelvica. La sua unica affermazione riguardo alla vena retropelvica è che essa non è costante — è stata riscontrata da Hauch in 5 casi su 29 — e infine che può rivelarsi fonte di difficoltà durante la pielotomia.

Alla luce dei risultati del suo studio, Eisendrath ritiene che si debba abbandonare l'idea che la faccia posteriore della pelvi renale sia quel campo avascolare che generalmente si è creduto fosse. La distribuzione dei vasi prepelvici entra raramente, se non mai, in considerazione nell'intervento di pielotomia, perché la via d'elezione passa attraverso il campo meno vascolarizzato. Su un totale di 218 reni sono state fatte le seguenti osservazioni sulle variazioni dei vasi retropelvici di rilievo chirurgico:

A. Arteria retropelvica isolata.

1. La divisione dell'unica arteria renale principale in rami di uguale calibro è stata riscontrata molto frequentemente.

2. Quando le arterie renali principali erano due, una di esse diventava frequentemente retropelvica, cioè originava direttamente dall'aorta anziché dall'arteria renale principale. Ciò è stato riscontrato in 5 reni su 124.

3. L'arteria renale principale, o una delle due arterie renali, è risultata retropelvica in 2 reni su 124.

4. L'arteria retropelvica originava da un'arteria polare inferiore accessoria in 2 reni su 124.

5. Un'arteria retropelvica proveniente direttamente dall'aorta è stata riscontrata in 2 reni su 124.

6. L'arteria retropelvica principale non aderisce ad arco al seno renale. Questo decorso del vaso, generalmente accettato, può essere definito di tipo alto, per distinguerlo dalle varie combinazioni riscontrate sia nelle dissezioni dell'Illinois sia in quelle di Harvard. Questi vasi soprannumerari, che possono dare luogo a sanguinamenti fastidiosi durante la pielotomia, sono (a) una distribuzione alta, media e bassa, ossia a ventaglio, riscontrata due volte su 124 reni; (b) un tipo di ramificazione alta e media, riscontrato due volte su 124 reni; (c) un tipo alto e basso, riscontrato due volte su 124 reni; (d) un'unica arteria che attraversa il centro della pelvi, riscontrata quattro volte su 124 reni; e infine (e) un tipo medio e basso, riscontrato sette volte su 124 reni.

B. Vene retropelviche.

1. Una vena di grosso calibro originante dalla vena cava è stata riscontrata cinque volte su 218 reni, con decorso trasversale diretto sulla faccia posteriore della pelvi renale.

2. La vena renale principale si divideva in rami pre- e retropelvici di uguale calibro in 3 reni su 218. Il ramo retropelvico attraversa direttamente la pelvi e, come nel caso della variazione precedente, potrebbe essere facilmente leso durante la pielotomia.

3. La variazione più importante, per quanto riguarda le vene, era che la vena renale principale, anziché essere prepelvica, era retropelvica in 9 reni su 218.

C. Vena e arteria retropelviche.

1. Una vena di grosso calibro proveniente direttamente dalla vena cava e un'arteria proveniente direttamente dall'aorta attraversavano la faccia posteriore della pelvi in un rene su 94.

2. Due vene di grosso calibro provenienti direttamente dalla vena cava e un'arteria proveniente dall'aorta attraversavano la faccia posteriore della pelvi in un rene su 94.

Tipi di pelvi. Le osservazioni condotte sulla frequenza relativa dei vari tipi di pelvi renale hanno rivelato quanto segue: 1. La pelvi unica o ampollare è stata riscontrata in 84 (89%) reni su 94. 2. Il tipo diviso o bifido è stato riscontrato in 7 (8%) reni su 94. In 4 di questi era presente da entrambi i lati. 3. Il tipo trifido è stato riscontrato nel 3% dei 94 reni.»

Nota degli autori: i riferimenti di Eisendrath a un libro di Albarran (1910) e al lavoro di Hauch non sono stati ritrovati nella sua bibliografia.

Immagine di una variazione dell'arteria renale

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Immagine delle variazioni dei vasi renali

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Immagine delle variazioni dei vasi renali

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Immagine delle variazioni dei vasi renali

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Immagine delle variazioni dei vasi renali

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Immagine di una variazione dell'arteria renale e di un rene a ferro di cavallo

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Immagine dell'arteria renale

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Immagine delle arterie polari renali

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Immagine del truncus intercosto

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Immagine dei rami dell'arteria splenica

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Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Inferior Renal Polar Arteries — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/Cardiovascular/Text/Arteries/RenalInferiorPolar.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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