Muscolo ischiocavernoso (ischiocavernosus)
Alcuni dei fasci di fibre più anteriori possono estendersi alla superficie dorsale del pene e formare un muscolo pubocavernoso (o levator penis); è stato inoltre descritto un compressor venae dorsalis.
854 articoli pubblicati
Alcuni dei fasci di fibre più anteriori possono estendersi alla superficie dorsale del pene e formare un muscolo pubocavernoso (o levator penis); è stato inoltre descritto un compressor venae dorsalis.
Gli interossei sono occasionalmente sdoppiati in uno o più spazi, oppure possono essere assenti in uno o più spazi; le loro inserzioni e la loro innervazione presentano numerose variazioni.
L’infraspinato è talvolta inseparabilmente unito al piccolo rotondo; sono descritti un infraspinatus minor, un infraspinatus superficialis e un fascio che lo connette al margine posteriore del deltoide.
I muscoli psoas e iliaco sono occasionalmente muscoli completamente indipendenti; lo psoas può essere diviso longitudinalmente in fascicoli e l’iliacus minor o iliocapsularis, piccola porzione distaccata dell’iliaco, è frequentemente presente.
Le fibre che originano dal piccolo corno dell’osso ioide sono frequentemente separate dallo ioglosso e denominate condroglosso; quelle originanti dal corpo e dal grande corno costituiscono rispettivamente il basioglosso e il ceratoglosso.
Occasionalmente il gracile fornisce fibre alla fascia lata e alla fascia della gamba; è stato riportato un gracilis biceps con un capo superiore normale e un capo inferiore originante dal ramo dell’ischio.
Fasci distaccati possono connettere il piccolo gluteo con il tensore della fascia lata, con il gemello superiore, con il vasto laterale o con la capsula dell’anca; le fibre anteriori possono staccarsi e formare un muscolo indipendente, il gluteus quartus.
Il muscolo può essere diviso in due lamine e fornire fasci che si uniscono al tendine del piriforme; sono stati descritti un gluteus medius accessorius e il raro gluteus quartus.
Le variazioni del grande gluteo sono rare: il muscolo può ricevere un fascicolo di origine aggiuntivo dall’aponeurosi lombare o dalla tuberosità ischiatica e si riscontra un fascio coccigeofemorale che rappresenta un capo caudale.
Il genioglosso può inviare un fascio all’epiglottide (levator epiglottidis), alcune fibre al costrittore superiore della faringe o al legamento stiloioideo, e parti del muscolo possono isolarsi.
I gemelli variano di dimensioni: il gemello superiore può essere piccolo, assente o sdoppiato, e anche il gemello inferiore può essere sdoppiato. L’otturatore interno non è soggetto a molte variazioni.
Al gastrocnemio si unisce frequentemente un fascicolo o capo separato, noto come terzo capo del gastrocnemio: è la variazione più comune del muscolo, con una frequenza complessiva del 2,9-5,5%, e può costituire un potenziale problema per le strutture della fossa poplitea.
Il flessore lungo del pollice è esclusivo dell’uomo: negli altri primati esiste un solo flessore profondo comune che fornisce un tendine al pollice. Le sue variazioni riguardano soprattutto le connessioni con il flessore profondo delle dita e la presenza del muscolo di Gantzer.
Il flessore breve del pollice è stato riportato assente o incorporato nell’opponente, e può essere inseparabilmente unito all’adduttore del pollice; per questo muscolo è stato descritto un quadro di innervazione particolare.
La connessione fra il tendine del flessore lungo dell’alluce e quello del flessore lungo delle dita è costante, ma variabile. A parte le unioni tendinee il muscolo presenta pochissime variazioni; la più frequente è il flexor accessorius longus, presente nell’1-5% dei corpi.
Il flessore breve dell’alluce è spesso fuso con l’adduttore; è stato descritto un fascio (opponens hallucis) fissato al primo osso metatarsale, talvolta separato dal resto del muscolo.
Alcune variazioni di questo muscolo sono state definite regressive, in quanto rappresentano residui delle connessioni fra due lamine muscolari. Il capo radiale mostra grande variabilità e l’assenza del ventre destinato al mignolo ne è l’esempio più comune.
Il muscolo presenta un’origine radiale in circa l’84% dei casi studiati; sono frequenti le connessioni con il flessore superficiale delle dita e con il flessore lungo del pollice, e un fascio muscolare accessorio dal processo coronoideo è riportato in circa il 20% dei corpi.
La porzione profonda del muscolo può fornire fasci a un numero variabile di tendini digitali del flessore lungo; il capo laterale manca spesso e talvolta l’intero muscolo è assente.
Il fascio che dal flessore breve si porta al quinto dito può essere incompleto o assente, ed è assente in circa il 21% dei casi. Variazioni di questo muscolo ricorrono nel 63% degli arti.